1 luglio 1820, esercito borbonico contro Ferdinando I Le truppe chiedevano fortemente una Costituzione del tipo di quella spagnola

Oggi, 1 luglio 2020, sono passati esattamente 200 anni da quando, alcuni reparti dell’esercito borbonico, guidati da Michele Morelli e Giuseppe Salviati, presso Nola, insorsero contro il governo di Ferdinando I, richiedendo una Costituzione come quella spagnola.

La richiesta fu accolta dai capi militari napoletani e poi da Ferdinando I. Ciò non fece altro che provocare la reazione della Santa Alleanza che, con un esercito austriaco, occupò Napoli. Lo scontro con l’esercito napoletano avvenne il 7 marzo 1821 ad Antrodoco, dove furono gli austriaci ad avere la meglio e Ferdinando I fu costretto a revocare la Costituzione.

La riorganizzazione delle truppe nazionali avvenne solo nel 1823, ma inizialmente le unità napoletane ebbero soltanto compiti di polizia.

Alla morte di Ferdinando I nel 1825, gli successe il figlio Francesco I. Nel 1826 le truppe austriache lasciarono la Sicilia e alcune province ad inizio 1827. Così il sovrano per sopperire all’assenza degli austriaci, decise di instaurare 4 reggimenti di soldati svizzeri professionisti. Furono circa 6000 i soldati svizzeri a raggiungere il Regno delle due Sicilie e furono sottoscritti tantissimi contratti con i cantoni elvetici per il loro reclutamento.

Per quel che riguarda le truppe nazionali, nel 1827 si ritornò all’organizzazione che c’era prima del 1821. La novità assoluta fu rappresentata dal fatto che non poteva prendere parte all’esercito chi aveva partecipato ai moti costituzionali, dei quadri murattiani e dei sospetti carbonari.

Francesco I, malato da tempo, morì nel 1830 a Napoli. Gli successe il primogenito Ferdinando, che ascese al trono come Ferdinando II delle Due Sicilie.

Il 1 luglio resta una data importante per la storia partenopea, perché rappresenta un passaggio importante per il futuro del Regno delle due Sicilie.

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