Whirlpool cede lo stabilimento di Napoli

Whirlpool EMEA ha annunciato di voler procedere con la riconversione del sito di Napoli e la cessione del ramo d’azienda a una società terza che sarà “in grado di garantire la continuità industriale allo stabilimento e massimi livelli occupazionali, al fine di creare le condizioni per un futuro sostenibile del sito napoletano”.

Immediata è stata la risposta dei sindacati con la proclamazione di uno sciopero dei lavoratori in tutti i siti italiani del gruppo.

Maurizio Landini, segretario generale della Cgil sottolinea quanto si grave la chiusura dello stabilimento di Napoli “anche perché meno di un anno fa è stato fatto un accordo al Mise che prevedeva, invece, investimenti ed il mantenimento di tutte le attività produttive. Non è accettabile. Serve una risposta immediata”.

“Napoli e il Mezzogiorno hanno pagato già abbastanza e quindi credo sia necessario che anche il governo intervenga per far cambiare idea alla multinazionale e far rispettare gli accordi”, continua Landini.

Nel comunicato dell’azienda si legge che “nei prossimi giorni, Whirlpool lavorerà con le organizzazioni sindacali, le istituzioni locali e nazionali per definire tutti i dettagli e le tempistiche della riconversione, che saranno resi noti non appena possibile”.

Convocato inoltre un incontro tra il sindacato e il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio per martedì 4 giugno presso il Mise. Lo ha comunicato una nota comunitaria dei sindacati di categoria Fim, Uilm, Fiom e Uglm: “Diamo per scontato che il governo chieda a Whirlpool di rispettare l’accordo sottoscritto il 25 ottobre 2018 in sede istituzionale, non solo per elementari esigenze di tutela dei lavoratori, ma anche perché di quell’accordo fu sottoscrittore anche lo stesso ministro”.

“Napoli non può permettersi la perdita di 430 posti di lavoro, non può farlo dopo che l’azienda Whirlpool ha sottoscritto, solo sei mesi fa, un piano industriale che prevedeva investimenti fino al 2021 e l’aumento di ore di lavoro nello stabilimento napoletano come in quello di Carinaro; la vertenza riguarda inoltre anche 140 lavoratori dell’indotto nell’avellinese”, dichiarano in una nota congiunta il sindaco Luigi de Magistris e l’assessore al lavoro Monica Buonanno.

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