Var si – Var no, polemica infinita

Accendono gli animi dei tifosi tutti e non, in questi giorni, la discussione circa l'ntroduzione del VAR, acronimo di Video Assistant Referee e l'effettiva utilità che se ne trae.

Polemiche Sul Var
Arbitri nel polverone

Accendono gli animi dei tifosi tutti e non, in questi giorni, la discussione circa l’ntroduzione del VAR, acronimo di Video Assistant Referee e l’effettiva  utilità che se ne trae.

Alcuni casi assai spinosi, che sono stati posti alla lente di ingrandimento del VAR, hanno di fatto confermato la bontà del mezzo elettronico, sempre che se ne faccio un utilizzo equilibrato. Lasciano infatti amaro in bocca, le decisioni di alcuni direttori di gara, che hanno è  il caso di dire “arbitrariamente ” assunto decisioni discutibili.

Il Var nasce infatti proprio per limitare il libero arbitrio, ricorrendo all’occhio elettronico, che dovrebbe garantire innanzi tutto la terzietà, ma sopratutto l’imparzialità, consentendo al giudice di gara di prendere la miglior decisione è ovviamente quella più giusta.

La diatriba nasce quando di fronte a fatti che prestano i fianchi a opinioni differenti, o che non sono, alla velocità reale, effettivamente  è chiaramente visibili,  perché non ricorrere al mezzo elettronico? Dove finisce la obiettività e incomincia il libero arbitrio?

Il legislatore sportivo ha limitato i tal senso il margine di errore, che ovviamente esiste sempre, supportando l’arbitro presente sul rettangolo di gioco, con un assistente che è  altro arbitro a tutti gli effetti.  Vediamo però cosa è esattamente il Var è come funziona:

La chiamano “moviola in campo”: l’arbitro centrale, al quale spetterà sempre la decisione finale, è in collegamento costante con due suoi colleghi che sono in una postazione con quattro video. Loro hanno la possibilità di rivedere le azioni e comunicare all’arbitro dubbi su eventuali scorrettezze sfuggite. L’utilizzo del Var è stato autorizzato dall’International Football Association Board nel giugno 2016. Dopo la fase sperimentale, la Fifa ne ha annunciato l’impiego in occasione della Confederations Cup e del Mondiale 2018 in Russia. 

Il regolamento Var prevede una procedura standard, contenuta nei principi e nelle regole che a livello internazionale stabiliscono il funzionamento del Video Assistant Referee. Ecco come funziona il Var:
1. L’arbitro informa il Var o il Var raccomanda all’arbitro che una decisione/situazione va rivista alla moviola;
2. il video viene rivisto dagli addetti al Var che informano via auricolare l’arbitro;
3. l’arbitro sceglie di visionare il filmato a bordo campo e prende la decisione corretta; o l’arbitro accetta l’indicazione del Var e prende la decisione appropriata.

Moviola in campo, in quali situazioni si applica il Video Assistant Referee in Serie A?
Il regolamento Var stabilisce anche l’ambito di applicazione della moviola in campo. Sono quattro le situazioni previste:
1. Gol: infrazioni in occasione di un gol (fallo, fallo di mano, ecc.); annullare o convalidare la rete;
2. rigori: su concessione o mancata concessione di un penalty (fallo dentro o fuori area, fallo di mano, ecc.);
3. espulsioni: correttezza della decisione che porta a un cartellino rosso (fallo, condotta violenta, ecc.);
4. scambio di persona: individuare senza errore il giocatore da sanzionare con cartellino giallo o rosso.

Quando l’arbitro utilizzerà il televisore a bordo campo? Quando ci sia bisogno di dare una interpretazione di un’azione di gioco in area di rigore e se deve cambiare una propria decisione.

Questo,  qualora allo stesso direttore di gara, dovesse sfuggire qualche episodio, ha potere di conferire, attraverso un microfono e invitarlo  ad una verifica interrompendo il gioco.

Orbene, se all’inizio del campionato il ricorso al Var è  sembrato una volta per  tutte dirimere,  le discussioni sul gol valido o no,  o se un  rigore fosse giusto o meno, riconosceranno anche i più scettici, che grazie alla introduzione di tale strumento,  il margine di errore si è notevolmente ridotto, consentendo di fornire un valido ausilio ai giudici di gara e di avere finalmente uno strumento, che a partita in corso, potesse essere di valido aiuto,  in presenza di  una decisione controversa.

Con il passare delle giornate si è però verificata un a specie di involuzione e il ricorso al mezzo elettronico è  apparso più episodico,  dando così luogo a fraintendimenti ed  equivoci.

Lungo da noi pensare che si possa errare  consapevolmente, la domanda che invece i tifosi e gli addetti ai lavori si pongono è,  se la federazione ha messo a disposizione degli arbitri tali innovazione, che forse meglio sarebbe definire  opportunità,  perché non  sfruttare la risorsa per evitare in tal senso  qualsiasi equivoco?

Siamo certi che la C.A.N.A. l’associazione arbitri per il campionato di serie A nella persona dei sig. Rizzoli,  saranno già al lavoro per risolvere il polverone che ha investito  e movimentato le ultime giornate del Ns. già difficile campionato  e risultano già in calendario degli incontri di categoria,  per ribadire e ricordare le procedure,  onde evitare che fatti come questi possano scadere in becerè e sterili polemiche e portare ad un scadimento e non miglioria

Fiducia quindi nell’AIA e nel designatore che sapranno intervenire con efficacia e rapidità. 

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