Torino Napoli 0-0. Cercasi gioco disperatamente.

Il Napoli non sfonda a Torino e perde l'ennesima occasione per avvicinarsi alla vita.

Ancora una domenica amara per i tifosi del Napoli costretti ad assistere ad una bruttissima gara, incolore e insapore disputata dagli azzurri allo stadio comunale di Torino

Passivi e compassati, i partenopei non trovano la luce e sprofondano nel buio più assoluto, contro la squadra granata che non ha fatto vedere nulla di trascendentale. Ennesima occasione persa dunque.

Scarsità di conclusioni, manovra asfittica, lentezza nei ragionamenti, squadra sfilacciata, autostima sotto i piedi e chi più ne ha più ne metta. Sembra ufficiale la parabola discendente del Napoli adesso conclamata e senza soluzione di continuità da 4 partite. Dalla brutta sconfitta contro il Cagliari in casa, gli uomini di Carlo Ancelotti non ne hanno imbroccata una,  poco da rimproverare,  ad onor del vero al tecnico Emiliano, che le ha tentate davvero tutte per cercare di dare una smossa a una squadra che sembra smarrita e in cerca di una identità. L’ennesimo cambio, LozanoCallejon, non ha sortito i frutti sperati, così come la conferma dal primo minuto, di un problematico Insigne, non ha dato lo stimolo giusto al calciatore, da cui francamente ci si aspettava tutt’altra prestazione. Caso a parte quello di Piotr Zielinski, a questo punto bisognerà fare altre valutazioni sul giocatore polacco, che probabilmente con troppa fretta si era giudicato come essere uno dei più promettenti centrocampisti d’Europa. Incredibile l’involuzione di questo calciatore che alle sue prime apparizioni aveva fatto gridare al miracolo, per poi imboccare una China pericolosa, che ha portato a uno scadimento progressivo delle proprie prestazioni sia con la maglia del Napoli, che con quella della nazionale polacca, che ridimensionano le valutazioni facendone oggi un giocatore praticamente normalissimo e quindi fuori, in teoria da quella che dovrebbe essere una squadra che mira al vertice della classifica. Discorso analogo per Lorenzo Insigne, che dopo le paturnie settimanali è rientrato titolare in campo nel ruolo che sembrerebbe essere a lui più congeniale e che per l’ennesima volta quest’anno, lo vede autore di una partite anonima. Al centro dell’area questa volta Dries Mertens non è riuscito a indovinare il jolly che spesso ha tolto le castagne dal fuoco. Per quanto invece concerne Lozano, sembra ancora un pesce fuor d’acqua e probabilmente non ha ancora assimilato il calcio italiano, rendendosi autore di qualche buono spunto, per poi però perdersi letteralmente nel traffico della Difesa granata. A centrocampo Fabian Ruiz, probabilmente il più talentuoso della mediana Azzurra è rimasto letteralmente invischiato come una mosca all’interno di una tela, impantanandosi alla lunga nelle acque paludose del centrocampo, dove neanche Allan generalmente tra quelli che non getta mai la spugna si è fatto notare, purtroppo non in positivo.

Napoli dunque che dalla cintola in su è stato letteralmente inguardabile e che non è stato capace di costruire neanche una vera sola azione di gioco pericolosa, privo dell’animus pugnandi, che serve per sbloccare partite come quella di Torino. A fronte dei proclami settimanali, si sono visti in campo una marea di palloni persi e ancor più i passaggi sbagliati.

Francamente non riteniamo di dover addossare la croce al mister in panchina, che oggettivamente le ho tentate tutte per cercare di risollevare  i ragazzi e dare una spinta emotiva a uomini sembrano refrattari a qualsiasi sollecitazione. La partita di Torino è stata davvero prima di alcuno spunto interessante, nonché  la fotocopia delle ultime tre disputate, con assente ingiustificato il gioco, la voglia di vincere, la volontà di volere impostare la legge del più forte, con i tifosi partenopei costretti ad ingoiare ancora una volta l’ennesimo boccone amaro per una prestazione tutt’altro che edificante.

Si fa davvero fatica a commentare una partita come questa nella quale si registra nel corso del primo tempo un solo tiro in porta, di Fabian Ruiz con il suo piede meno nobile, secondo tempo invece dove non si segnala neanche una sola conclusione pericolosa nella porta granata. Questa la sintesi di una gara che qualcuno ha scherzosamente definito, scapoli contro ammogliati, ma scherzi a parte, la situazione è davvero delicata, con l’Atalanta che allunga e si mette a tre punti distanza, la Juventus che incomincia a ingranare, espugnando lo stadio San Siro nel derby d’Italia per 2 a 1, Con l’ennesimo goal, dell’inesauribile Gonzalo Higuain,  entrato a partita in corso e autore della rete della Vittoria.

Ben venga a questo punto la prossima sosta di campionato, che ci auguriamo potrà consentire di fare un mea culpa e apportare le correzioni, indispensabili per proseguire con tutt’altro piglio e indovinare un filotto di vittorie consecutive, unica ricetta che consentirebbe di ridare fiducia ai ragazzi e soprattutto ad una piazza davvero scoraggiata.

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