Tfr in busta paga: 2 dipendenti su 10

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Con la legge di Stabilità è offerta la possibilità ai lavoratori di vedersi corrispondere mensilmente il Tfr in busta paga.

Da un sondaggio condotto da Confesercenti-Swg, risulta che meno di 2 lavoratori su 10 (il 18%) ha optato per il Tfr in busta paga, a fronte del 67% che invece continuerà a lasciarlo in azienda.

Tale scelta investe soprattutto chi ha tra i 35 e i 44 anni (21%), seguiti dai più giovani fra 18 e i 24 (19%). A lasciarlo in azienda i lavoratori più vicini alla pensione: non lo toccheranno quelli tra i 55-64 anni (72%) e tra 45-54 (70%).

Tra i lavoratori che hanno intenzione di richiedere il Tfr in busta paga, la maggior parte è ancora incerta su come utilizzare la liquidità in più (44%), mentre il 17% la investirà soprattutto in forme di risparmio alternative. Il 16% punta a pensioni integrative e il 13% dice che userà la somma per saldare pagamenti e debiti pregressi. La percentuale sale al 36% tra i giovani compresi tra i 18 e i 24 anni.

Il 64% degli imprenditori teme che, se tutti o la maggior parte dei dipendenti, scegliessero di avere il Tfr su base mensile, l’impresa andrebbe incontro a serie difficoltà con la liquidità disponibile, a fronte di un 36% che, invece, non avrebbe problemi.

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