Terrore a Caserta: finto militare minaccia una strage

Semina il panico con una pistola e annuncia di uccidere tutti. Ma l'arma era falsa

Ha minacciato i passanti con una pistola, poi si è chiuso in un bar annunciando di voler fare una strage: è accaduto nel centro di Caserta, rione Tescione, teatro di una sparatoria intorno alle 13 di oggi.

Gianfranco Lamonica, 41enne disoccupato con il vizio dell’alcol, ha terrorizzato tutti sparando diversi colpi, almeno quattro, prima di essere colpito ad un braccio e di striscio ad una gamba da un poliziotto nell’intento di disarmarlo. Il locale è la caffetteria Chimera, in via vescovo Natale, poco distante da una parrocchia.

L’arma, però, in realtà era finta, priva del tappo rosso. Lamonica si trova ora ricoverato in ospedale a Caserta, ma non in pericolo di vita. Tutti in zona lo credevano un ex militare: “L’ho visto vestito con la mimetica mentre passava davanti al mio negozio – dice un commerciante – aveva una pistola nera che puntava non si sa verso chi o cosa; mi sono insospettito e ho chiamato la Polizia di Stato”.

“È arrivato nel bar con questa pistola, che scarrellava continuamente. Era da tre mesi che non si faceva vivo, ma oggi si vedeva che era alterato; ha chiesto una birra e gliel’abbiamo subito data, quindi ha puntato l’arma contro il nostro pappagallino. A questo punto io ho preso l’animale e sono uscita, lasciando il mio compagno nel bar. Ho avuto tanta paura. Poi è arrivata la Polizia; lui ha puntato la pistola contro gli agenti che dopo averlo più volte avvertito, hanno fatto fuoco”, racconta la proprietaria del bar.

Nella casa di Lamonica, che vive con la madre, la polizia ha sequestrato quattro pistole e quattro fucili ad aria compressa. L’uomo, che tra l’altro era solito raccontare di sue fantomatiche missioni all’estero, si dedicava infatti al softair e le foto che lo ritraevano durante la pratica di tale sport avevano fatto credere a tutti che fosse davvero un militare. In realtà, aveva solo fatto il servizio di leva nel 1998.

Nelle prossime ore Gianfranco Lamonica dovrà rispondere di minacce e resistenza aggravate a pubblico ufficiale, avendo puntato l’arma contro i poliziotti coinvolti, nonostante i ripetuti avvertimenti di questi ultimi.

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