Terrae Motus resta a Caserta, l’appello di Nogaro

l'ex Vescovo di batte per difendere la presenza della mostra sul territorio di Caserta

Raffaele Nogaro, ex vescovo della città di Caserta, è una personalità di spicco legatissima al territorio di Terra di Lavoro. Da sempre in prima linea per tutelare i diritti dei casertani, Nogaro si è distinto per essere una persona di straordinaria cultura e di un’umanità fuori dal comune.

Attualmente l’ex vescovo risiede a Piazza Ruggiero, nei pressi della chiesa del Redentore, nel centro della città. Ha deciso di rimanere a Caserta dopo la fine del suo impegno pastorale nel 2009, si è dimostrato una presenza costante a tutela di Terrae Motus. Questo per volontà del gallerista napoletano Lucio Amelio che affidò all’ex vescovo il compito di difendere la collocazione nella reggia di Caserta della rinomata raccolta di opere.

Il legato testamentario vincola Terrae Motus, mostra nata nel 1980 e che attualmente comprende le opere di una settantina di artisti internazionali.

Nogaro in una lettera dell’8 agosto 2009, proprio quando concludeva il suo ufficio di vescovo della città, ricorda quel legato testamentario ed esalta il vincolo culturale e la riconoscenza che va data alla città di Caserta.

Prima di allestire Terrae Motus nel 1994 l’ex vescovo ebbe un incontro con Lucio Amelio e con un soprintendente, Marco Jacobitti. Questi gli chiesero di firmare un documento ancora presente nella Reggia di Caserta nel quale prestava il suo impegno ad assicurare la presenza di Terrae Motus a Caserta.

Durante questo incontro Lucio Amelio precisò che il suo comportamento era mosso da una certa delusione verso la città partenopea, per la quale aveva donato degli importanti monumenti culturali, arricchendo significativamente la galleria in piazza dei Martiri.

Negli ultimi anni si stanno ripresendo dei tentativi da parte dei familiari di Amelio ed operatori culturali napoletani di sottrarre Terrae Motus alla reggia vanvitelliana per trasferirla in una sede presente sul suolo napoletano. Questa scelta verrebbe motivata criticando l’allestimento delle opere e ritenendolo inadatto a valorizzare la raccolta, ma su questo punto il direttore della Reggia, Mauro Felicori, si è già espresso.

Immediata la risposta di Nogaro che sottolinea la centralità della Reggia ed il ruolo che ricopre Caserta, non solo come città ma anche in quanto territorio che raccoglie opere dal valore inestimabile.

Il presule cita S. Leucio, l’acquedotto Carolino, le abbazie di S. Angelo in Formis e di S. Pietro ad Montes, esaltando il fatto che la Reggie Borbonica è la sede ideale della mostra. Queste le riflessioni dell’ex vescovo che da friulano di nascita si ritiene casertano d’adozione fino a definirsi un uomo del Sud. Il presule conclude che al momento della sua dipartita vorrà essere interrato nel cimitero di Caserta, tra la sua gente, nella città che tanto ama.

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