#SVEGLIAITALIA: corteo per i diritti LGBT a Potenza

MarcoTancredi_XXISecolo_Corteo
Corteo

‘E’ ORA DI ESSERE CIVILI – #SVEGLIAITALIA’, questo il titolo ed il motto del corteo di Sabato 23 Gennaio che aveva come obiettivo quello di chiedere ancora una volta che alle coppie omosessuali venga attribuito il diritto di vedersi riconosciuta la propria unione.

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Lo si vuole perché è un diritto della persona, lo si vuole perché l’amore non lo si può rinchiudere in vincoli culturali, lo si vuole perché non può e non deve essere l’orientamento sessuale di una persona a stabilire se si tratta di amore oppure no.

E mentre sul web incalza la polemica sulla scritta ‘Family day’ apparsa sul Pirellone di Milano, nelle piazze di tutta l’Italia si è inneggiato all’amore libero. Persone gay, lesbiche, trans, bisessuali e anche eterosessuali, nonché donne, uomini, bambini, giovani e meno giovani si sono uniti nel ‘sacro vincolo’ dei colori arcobaleno.

Colori che, per la prima volta, hanno letteralmente invaso anche la via centrale del Centro Storico della città di Potenza. Non solo a Milano, Firenze, Torino, Genova, Venezia, Roma, Napoli e tante altre città ma anche a Potenza si è respirata aria di libertà. Chi si occupa di problematiche legate alla comunità LGBT, a Potenza e in Basilicata, lo sa, non è cosa semplice e la partecipazione è stata sempre minima. Ma grazie al grande lavoro di Arcigay Basilicata e dei suoi associati sembra che le cose stiano finalmente cambiando. Sabato circa duecento persone hanno marciato per la città diventando un’onda che ha colorato il Centro Storico e che ha finalmente portato speranza a chi si è sempre sentito isolato in questa terra considerata bigotta e che, invece, ora sembra essersi svegliata. Un giorno che sicuramente ha scritto la storia di una regione e che non è passato inosservato a quanti hanno lasciato la propria terra perchè discriminati. Alla marcia ha partecipato anche Francesca Vecchioni, figlia di Roberto Vecchioni.

Un’aria di festa che, però, nasconde anche tanta sofferenza alla quale sembra che la comunità LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Trans) sia costretta e condannata da chi proprio non riesce a vincere i vincoli che la cultura e il processo di socializzazione ci ha imposto e ai quali ci ha educato.

Abbandono del nucleo familiare, violenza, marginalizzazione, esclusione sociale, perdita di ogni stimolo e dell’autostima, rischio di entrare nei circuiti della prostituzione: queste alcune delle conseguenze dell’omo-transfobia. Siete davvero sicuri che sia questo il mondo che volete?

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