Stalker x forza

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Stalker x forza è il titolo del libro di Mario Marzano, nato nel 1947 a Castellana Grotte ha pubblicato con CSA EDITRICE. Un libro dai colori scuri, forti con tanto di significato. Il romanzo affronta una storia di mala giustizia. Mauro Mazzia, protagonista del romanzo viene querelato dalla signora Lia, mandato a giudizio con capi d’accusa inventati. Ma nel racconto il protagonista cerca la vendetta incrociandosi con la fantasia. Una fantasia in contraddizione dei fatti accaduti con convinzioni di descrizioni letterarie all’interno del racconto, che potrebbero essere la causa di alcuni meccanismi psicologici che possono presentare cattive conseguenze per poi portare a commettere  violenze inaudite contro il prossimo.

Il racconto presenta  particolari momenti:  in particolare quella sulle riflessioni psichiche dell’essere umano e quella sulla legge dello stalking. Un  termine  che  indica una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo, i quali affliggono un’altra persona, perseguitandola, generandole stati di paura e ansia, arrivando persino a compromettere lo svolgimento della normale vita quotidiana. Indica una vera e propria forma che si protrae nel tempo, con lo scopo di far sentire la vittima costantemente controllata e in pericolo continuo. Il fenomeno dello stalking non è sicuramente un fatto nuovo. Insomma un vero e proprio processo quello del protagonista.

Sono tante le citazioni che possono essere portate  di persecuzione, ad esempio partendo da uno dei nostri più famosi romanzi come i Promessi Sposi che si struttura proprio sulla persecuzione di Don Rodrigo verso Lucia.

Riusciranno a vedersi e chiarire tutto visto che la legge non prevede un incontro?

Perché l’imputato è costretto a subire un processo assurdo?

Non resta che leggere quest’avvincente romanzo raccontato da una storia realmente accaduta, non modificabile se non parzialmente dallo scrittore presentandosi senza difficoltà linguistica. Nel terzo millennio, ancora oggi, esistono processi indiziari che possono inventare capi d’accusa senza un motivo.

 

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