Il caso ghoulam!

I malesseri di Ghoulam

Per l’ennesima volta in questo campionato Faouzi Ghoulam non è stato schierato in campo dall’allenatore Carlo Ancelotti.

Sembra essersi creato un vero e proprio alone di mistero su quello che si ricorda è stato, ai tempi di Sarri, uno dei migliori terzini sinistri d’Europa, al punto di meritare le attenzioni dei più importanti Club del continente, che avevano puntato gli occhi sull’esterno algerino, autore di prestazioni straordinarie.

Le disgrazie risalgono ad una rottura del crociato del novembre 2017 e alla frattura della rotula, al suo ritorno nel febbraio 2018, che hanno fortemente compromesso le capacità del terzino algerino. Memorabile erano le sue discese sulla fascia sinistra che lasciavano letteralmente di stucco le difese avversarie e non si capisce, nonostante i 2 anni trascorsi a questo punto, quale sia il male che affligge il giocatore. Gli addetti ai lavori riferiscono di un professionista esemplare che negli allenamenti profonde un impegno indiscutibile e che non si sottrae alle ripetute del Mister, che lo incita a più riprese, di contro però c’è che inspiegabilmente, il calciatore non solo non giochi, ma viene addirittura lasciato in tribuna al punto da preferirgli un terzino destro per eccellenza, nel caso Di Lorenzo, adattarsi sulla fascia sinistra.

Partono a questo punto le congetture più fantasiose  dei tifosi, possono due infortuni sebbene così gravi come quelli patiti dal calciatore algerino, condizionare il rendimento al punto da non consentirgli neanche di scendere in campo? Quali sono i veri mali che affliggono Ghoulam?

Nelle poche apparizioni infatti in cui si ha avuto la possibilità di apprezzare  sul terreno di gioco Fauzi,  è sembrato contratto e soprattutto timoroso, dimostrando una inspiegabile involuzione, non facendolo più riconoscere come lo stesso giocatore di un tempo.

Anche in occasione della partita contro la Spal, ad una domanda di un giornalista, Carlo Ancelotti ha risposto piccato che il giocatore non è ancora pronto. Una spiegazione però di facciata che non convince e soprattutto non giustifica i motivi per i quali quello che era uno dei più talentuosi e forti giocatori di fascia, oggi sia relegato al ruolo di oggetto misterioso, al punto di divenire un vero e proprio caso.

Anche nelle poche occasioni in cui si è avuto modo di vederlo in panchina, quello che fu dichiarato il transiberiano algerino è sembrato triste è appassito e ancora non si conoscono i motivi di una caduta così repentina. Legittimo sarebbe a questo punto che la società fornisse una spiegazione ufficiale, per quello che rimane comunque un patrimonio della formazione partenopea.

Di fatto c’è che ad oggi il Napoli paga dazio per una assenza che alla lunga si sta dimostrando determinante purtroppo in negativo per la squadra,  privandola di uno stantuffo indispensabile per i meccanismi del collettivo di Carlo Ancelotti

Non c’è quindi che augurarsi di ritrovare l’uomo è il calciatore, per le fortune di entrambi.

In bocca al lupo Fauzi!

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