Scuola: licenziabilità e altre novità

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Scuola licenziabilità e altre novità

Nel 2015, ci saranno novità che riguarderanno il pubblico impiego e, perciò, anche il personale della scuola.

Cambieranno le regole, tra l’altro, anche per quanto riguarda la possibilità di licenziamento, l’orario di lavoro, i diritti sindacali, le aspettative, le assenze per malattia, le ferie, i permessi, i congedi parentali, le festività, la cumulabilità degli incarichi, le assenze e la mobilità.

Renzi ha affermato deciso: “Manderemo a casa gli statali fannulloni” e questo grazie alla riforma Madia sulla Pubblica amministrazione. In merito alle ultime notizie di cronaca, il Premier ha commentato sul suo profilo di Twitter: “Leggo di 83 vigili su 100 a Roma che non lavorano ‘per malattia’ il 31 dicembre. Ecco perchè nel 2015 cambiamo regole pubblico impiego #Buon2015”.

Al centro delle modifiche dei diritti e dei doveri degli impiegati, rientrano anche coloro che lavorano nel comparto scuola e ciò emerge anche molto chiaramente dall’opuscolo de “La Buona Scuola“.

Il fatto che il Premier abbia scritto tra virgolette ‘malattia’ sembra essere un’eloquente spiegazione dei motivi per cui, nel pubblico impiego, saranno introdotte sanzioni disciplinari, tra cui anche la possibilità di licenziamento. Renzi ha chiarito che le regole a tutele crescenti presenti nel Job Act non saranno applicate alla Pubblica Amministrazione, ma, comunque, con il Decreto Madia attualmente in esame al Senato, si avrà una riformulazione dei rapporti di lavoro dei dipendenti pubblici.

Sembra ci sia l’intenzione di utilizzare l’articolo 13 del Ddl, aggiungendovi delle modifiche, ma il dibattito è aperto soprattutto riguardo alla questione della licenziabilità. Pietro Ichino e l’On. Tinagli sono intervenuti, ricordando che la Legge di Stabilità prevede l’assunzione di 150 mila nuovi docenti. Ora si teme che, a fronte delle prossime assunzioni annunciate, si possa correre il rischio di licenziamenti facili.

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2 Commenti

  1. Ennesima legge che penalizza..i dipendenti pubblici..dove sono i premi produttività..renzi non si rende conto che l uomo deve lavorare no essere licenziato..questo è un incensivo????????????booooooooooooooo….

  2. Capisco che ciò che è successo a Roma ed è vergognoso, ma credo che si sia trovato il pretesto per tirare la corda sui dipendenti statali, la parola controllo in Italia viene troppo utilizzata… ci controllano tutto tra poco anche quanto ossigeno respiriamo…ma mi chiedo da noi comuni mortali vogliono anche il sangue ma a loro,dall ‘alto delle loro poltrone e dai loro vestito firmati, chi li controlla…prima hanno distrutto la nostra bella Italia ed ora cercano di farsi belli stringendo la corda dei più controllabili…
    Chiunque siede sulla poltrona crede di essere migliore facendo leggi su leggi inutili…non sarebbe meglio ridimensionarsi prima dall’alto dando l’esempio e poi chiedere lo stesso a gli altri????

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