Scuola Diaz, Il nucleo: “rispettate tutte le leggi”

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Sono uno degli 80 del VII Nucleo. Ero quella notte alla Diaz. Ci rientrerei mille e mille volte“. Questo il post choc scritto il 9 Aprile su facebook da Fabio Tortosa, poliziotto 50enne che quel 20 luglio 2001 era a Genova, aggregato al VII Nucleo sperimentale, quello di Canterini. Il post, rimosso assieme alla pagina Facebook, è stato scritto due giorni dopo la sentenza della Corte di Strasburgo che ha condannato l’Italia definendo “tortura” quel che accadde alla scuola Diaz.  Una dichiarazione che ha prodotto un’ondata di indignazione, considerata la gravità di ciò che accadde: la morte di un ragazzo e il massacro di tanti giovani. Un’ affermazione fuori luogo, stando alla sentenza della Corte, e per cui nessuno ha pagato.

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Lo scempio a Genova è rimasto impunito, lo stesso Canterini e i capisquadra condannati in Appello, hanno visto cadere la loro condanna in Cassazione per via della prescrizione. Noncurante della gravità di ciò che aveva scritto, e pieno della spavalderia degli impuniti, Tortosa torna a scrivere il giorno dopo un altro post ricco di esaltazione cameratesca: “Esistono due verità… La verità processuale, conclusasi con una condanna di alcuni vertici della polizia e di Massimo Nucera e delineata da tale Zucca (il Pm dei processi, ndr) e i suoi sgherri, che tengo a sottolineare non essere infallibili, basti vedere la loro storia. E poi esiste-aggiunge Tortosa,- la verità, quella con tutte le lettere maiuscole. Quella che solo noi che eravamo lì quella notte sappiamo. Una verità che non abbiamo mai preteso che venisse a galla”. 

Fino ad arrivare alla conclusione: “Quello che volevamo era contrapporci con forza, con giovane vigoria, con entusiasmo cameratesco a chi aveva, impunemente, dichiarato guerra all’Italia…Tranquilli, non vogliamo la pietas di nessuno, sappiamo che siamo quelli ignoranti, scampati alla disoccupazione, lontani dai vostri salotti radical chic, dal vostro perbenismo becero, dal vosto politically correct“. Messaggi dal chiaro significato, si potrebbe dire “carta canta”, eppure Tortosa dichiara che le sue parole sono state travisate, ritiene di essere stato frainteso: “Sono stato frainteso, non mi aspettavo un’interpretazione del genere. Quella frase era un modo per sancire la nostra totale estraneità ai fatti denunciati dalla corte di Strasburgo”.

E racconta di quella sera: “Sono stato chiamato ad un’operazione di ordine pubblico alla quale sono intervenuto. Per quella che è stata la nostra realtà operativa, non è successo nulla di quanto sta emergendo in questo periodo”.
Il massacro, aggiunge, “non è stato operato né da me né dalle persone che erano al mio contatto visivo. Il nucleo ha rispettato tutte le norme, le leggi e le prassi“. Quella della Diaz, conclude: “rimarrà una pagina nera per questo Paese, ma chi c’era sa che è venuta fuori solo una parte della verità”. A Tortosa sembra sfuggire che chi c’era, e anche i tanti altri poliziotti che mai sono stati identificati, non hanno mai parlato davvero, non hanno mai raccontato a nessuno tutta la verità, anche quella che avrebbe potuto scagionarli, almeno dinnanzi all’opinione pubblica.

Sanzioni disciplinari. Il Dipartimento della Pubblica sicurezza ha immediatamente avviato gli accertamenti per applicare delle sanzioni disciplinari. L’azione disciplinare scatterà “sia nei confronti dell’autore del post che nei confronti di tutti coloro che, se appartenenti alla Polizia di Stato, hanno effettuato commenti censurabili”, ha ribadito il ministro dell’interno Angelino Alfano.

Sospensione dal servizio. “Tortosa questa mattina verrà sospeso dal servizio”, questo l’annuncio fatto dal capo della Polizia Alessandro Pansa durante un convegno all’ Università La Sapienza di Roma. I primi provvedimenti ufficiali non investono solo Tortosa ma anche un dirigente della mobile della polizia di Cagliari, Antonio Adornato. Antonio Adornato, colpevole di aver messo “mi piace” al post sul massacro, ai tempi della Diaz era vicecomandante del Settimo Nucleo che fece irruzione nella scuola adibita a dormitorio.Pansa ha dichiarato che anche Adornato sarà «sollevato» dall’incarico che sta attualmente ricoprendo, cioè quello di vicequestore e capo della Mobile di Cagliari.

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