Sciopero giudici di pace in Campania

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Tornano in piazza i giudici di pace contro la riforma dell’ordinamento della magistratura onoraria (Decreto legislativo, 13/07/2017 n° 116, G.U. 31/07/2017) che prevede tra le altre cose, la riorganizzazione dell’ufficio del giudice di pace.

Dall’8 gennaio al 4 febbraio per la quattordicesima volta, la magistratura onoraria, ossia i giudici di pace, sono in sciopero, per protestare contro la riforma della magistratura onoraria approvata con la cosiddetta Riforma Orlando, dal nome del Ministro di Grazia e Giustizia.

Protestano perché giudici, ma anche i magistrati onorari, amministrano da tempo, giustizia, insieme ai giudici togati e lo fanno per innumerevoli beghe. Con questa riforma, la loro funzione diventerebbe occasionale, di giustizia “occasionale”, in quanto la loro funzione non dovrà più essere esclusiva, ma esercitata insieme ad un altro lavoro.

I giudici di pace garantiranno solo la tenuta di un’udienza a settimana. Malgrado gli scioperi che si protraggono da oltre un anno e l’apertura al dialogo, di quanti prendono parte allo sciopero, il Governo ancora in carica, ed in particolare il ministro Andrea Orlando, non ha adottato le misure necessarie per rendere la riforma della magistratura onoraria compatibile con l’ordinamento comunitario e costituzionale, provvedendo ad accollarsi gli oneri contributivi e ad adeguare gli stipendi dei magistrati di pace in osservanza del principio comunitario di non discriminazione

La riforma delinea, come spiegato da Palazzo Chigi a margine dell’approvazione del decreto pubblicato ora in G.U., “una disciplina omogenea relativamente alle modalità di conferimento dell’incarico” nonché alla durata temporanea limitata, una volta a regime, “a non più di due quadrienni e da svolgersi in modo da assicurare la piena compatibilità con lo svolgimento di altre attività”. Viene introdotta inoltre la necessità di conferma dopo il primo quadriennio.

La legge “annulla” la funzione del giudice di primo grado, eliminando di conseguenza anche i diritti propri dei cittadini, poiché li si disabitua a ricorrere alla giustizia, affidandoli ad un giudice precario ed appunto occasionale, chiamato tra l’altro, a svolgere più mansioni. Il cittadino si troverà costretto a soccombere alla giustizia o a ricorrere a forme alternative di giustizia, inadatte in uno Stato di diritto. Queste le parole della Dottoressa Barone, giudice di pace, presente alla manifestazione tenutasi oggi a Napoli.

“Il ministro Orlando – secondo quanto riportato da una nota congiunta – porta avanti una riforma che rappresenterà il de profundis della giustizia in Italia, riforma che dev’essere contrastata con tutti gli strumenti consentiti dalla legge. I giudici di pace ed i magistrati onorari già oggi trattano il 50% dei processi civili e penali di primo grado. Non è pensabile, a fronte di un aumento futuro dei carichi di lavoro sino all’80% del contenzioso ed a parità di dotazioni organiche, che l’attuale rapporto a tempo pieno dei giudici di pace e dei magistrati onorari di tribunali e procure, debba essere tramutato in un rapporto occasionale,  ciò determinerebbe un declino definitivo della produttività ed efficienza degli uffici giudiziari, i cui disservizi già oggi costano al Paese mezzo miliardo di euro l’anno per risarcimenti dovuti alla lentezza dei processi”.

Dunque, il 2018 inizierà con una serie di scioperi, tra cui questo che vede protagonisti i giudici di pace, per una riforma che si presenta poco propositiva e positiva per la categoria in questione.

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