Scarcerata Carola Rackete

Scarcerato il capitano della Sea Watch, Carola Rackete

In data 29 giugno 2019, dopo aver evitato una motovedetta della finanza che tentava di impedirle l’ingresso nel porto lampedusano, il capitano della nave Sea Watch, Carola Rackete, è riuscito a penetrare in territorio italiano.

Il giovane capitano, difatti, pur consapevole dei rischi che avrebbe corso dopo quella notte, ha attraccato il suo veicolo, che trasportava circa 40 migranti, al molo dell’isola Lampedusa.

Nella manovra precedente l’attracco, Carola avrebbe speronato la motovedetta italiana.

Il comandante, accusato di violenza a nave da guerra e tentato naufragio, è stato quindi arrestato.

Dopo aver trascorso la notte presso i locali della caserma della Fiamme Gialle di Lampedusa, la ragazza è stata poi rilasciata e sottoposta agli arresti domiciliari.

Oggi, Carola potrà lasciare Agrigento in stato di libertà, ma dovrà subitamente lasciare l’isola.

La procura ha effettivamente domandato la convalida dell’arresto della giovane, ma non era stato fatto nessun riferimento agli arresti domiciliari.

La pm Gloria Andreoli, ad ogni modo, ha disposto, unitamente al procuratore, il divieto di dimora ad Agrigento per il capitano tedesco.

Poiché il gip, per legge, non può ricorrere a misure più severe rispetto a quelle volute dalla procura, Carola tornerà libera.

Nel frattempo, la ragazza cerca di motivare il proprio gesto e dichiara di non aver mai voluto colpire, intenzionalmente, la nave italiana.

“Non volevo speronare la motovedetta o uccidere qualcuno, volevo solo salvare delle vite. Ho fatto un errore di manovra”, ha già detto la ragazza tedesca.

“È stata fatta una manovra in condizioni di estrema difficoltà, ma non c’è stato alcun atto criminale”, ha spiegato la capitana a Salvatore Tesoriero, ricostruendo la manovra di attracco e sottolineando che “non c’è stato alcun contatto” con la motovedetta.

 

 

 

 

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