Saverio Gatto, un realista a Napoli .

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Napoli 17 novembre 1959, muore Saverio Gatto, esponente locale del movimento impressionista.

Saverio Gatto pittore e scultore, nasce a Messina, il 15 agosto del 1877, da un’umile famiglia. Egli mostra già dalla più tenera età una propensione per l’arte. Un’arte realista, plastica, manifestandone la piena potenza espressiva nel 1896, quando dopo aver assistito ad una rappresentazione del Faust a Reggio Calabria, colpito dall’attore che interpretava Mefistofele, ne impressionò nella creta il volto, con una capacità espressiva tale da ottenere grande approvazione da parte della famiglia e dei conoscenti, tra cui anche Giuseppe Scerbo, scultore che vedendo nell’opera di Saverio Gatto la sua bravura, lo convinse a frequentare la Scuola di arti e mestieri di Reggio Calabria, della quale divenne ben presto collaboratore.

Nel 1898 Saverio Gatto s’iscrisse all’Accademia di belle arti di Napoli, abbandonando definitivamente la carriera marinara già avviata, dove ebbe come maestri Achille D’Orsi, Domenico Morelli e Michele Cammarano. Essi furono tra i più grandi interpreti del verismo sociale e umanitario napoletano, che stava riscuotendo molto successo. Egli si interessò al mondo popolare e si propose di riprodurlo, in maniera  immediata, tramite il realismo. Presso il Museo archeologico di Napoli studiò la scultura antica, tanto da considerare la scultura greca arcaica come punto di riferimento per la propria arte.

Egli fu molto attivo nel panorama artistico napoletano. Nel 1907 vinse il concorso comunale per un busto in marmo di Giosuè Carducci, realizzato nel 1912 e collocato nella Villa Reale di Napoli, nel 1909 nacque a Napoli il “Gruppo dei ventitré”, che presentò la I Esposizione giovanile d’arte di Napoli a cui Gatto prese parte con Testa di zingara e con L’incantata. Nel 1912 scolpì La camicia, in bronzo, alla XXXIV Promotrice Salvator Rosa, nel 1911, Gatto vinse la medaglia di bronzo per un’opera successivamente donata alla Promotrice.

Fu tra i promotori della I Esposizione nazionale d’arte di Napoli, voluta dall’Accademia di belle arti nel 1915.

Nel 1921,Saverio Gatto, partecipò alla I Esposizione biennale nazionale d’arte esponendo la sua opera Sonia (o La civetta) e il ritratto in bronzo di Raffaele Viviani. 

Tra dicembre 1922 e gennaio 1923 gli fu dedicata la prima galleria personale, ne ebbe un’altra successivamente nel 1926 al Circolo artistico di Napoli e nel1957 allestì un’altra, nella Villa Comunale di Napoli, dove espose il busto di Raffaele Viviani e Lo scugnizzo delle Quattro giornate, scultura già presentata alla VI Quadriennale di Roma, del 1951.

Nel 1958 fu ospitata alla galleria Medea di Napoli un’esposizione antologica nella quale vennero esposte le sue opere, tra cui anche l’Orlando pazzo, scultura la cui genesi trae ispirazione dal poema di Ludovico Ariosto. Nel 1959 egli ottenne il premio Michetti per la pittura.

Il Gatto morì nella notte tra il 16 e il 17 novembre 1959 a Napoli, dove, presso la figlia, vengono conservate opere e documenti. È sepolto a Napoli, nel Cimitero Monumentale di Poggioreale. Ha avuto una personalità che si adduce importante materiale al già vasto patrimonio artistico culturale napoletano, contribuendo all’arricchimento della città in termini di cultura artistica.

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