Sarri: “Aspettiamo Higuain al San Paolo”

Il mister azzurro ammette: "Il campionato sembra segnato ma dovrà essere il campo a dover dare il responso. Posso dire che la trasferta per la Juventus al San Paolo sarà proibitiva"

Sarri rompe il silenzio. Dall’inizio del ritiro, stranamente, il tecnico azzurro non aveva ancora rilasciato nessuna intervista, finalmente sono arrivate le sue prime parole al Corriere dello Sport. Ecco alcuni spunti interessanti.

HIGUAIN – “Mi risulta difficile parlare dell’argentino dopo averlo visto con la maglietta della Juventus. Ne parlo ma non volentieri. E’ stata una sua scelta è chiaro che perdiamo un elemento importante, uno dei centravanti più forti al mondo. Resta l’amarezza sul piano personale, mi sarei aspettato una telefonata anche 5 minuti prima delle visite mediche. Ormai sono abbastanza vecchio per non meravigliarmi più di niente”.

AMBIENTE – “E’ normale che quando parte un giocatore di tale levatura ci sia malcontento soprattutto tra i tifosi, la maggior parte di loro è già andata oltre. Intorno a noi colgo tanto entusiasmo, abbiamo sempre aperto le porte ai nostri supporter durante il ritiro e spesso non è stato facile”.

CHAMPIONS – “Mi sembra già difficilmente credibile esserci arrivato ma è così. Ho il sospetto che quando sentirò la musichetta vacillerò ma dopo comincerà la partita e l’emozione passerà”.

CAMPIONATO – “La Juventus è fortissima siamo davanti alla squadra che ha vinto cinque campionati di fila. Per il movimento italiano è un disastro, perde appeal. In teoria il torneo sembra già segnato ma dovrà essere sempre il campo a dare il responso anche se è giusto non illudere ma crederci sino alla fine. Vi posso assicurare che per i bianconeri la trasferta del San Paolo sarà proibitiva”.

MERCATO – Non mi diverte, non entro mai sulle analisi in questo argomento faccio sempre un passo indietro. Per quel che mi riguarda sono l’allenatore del Napoli e devo dare fiducia a Gabbiadini che ha grandi qualità da poter sfruttare”.

PREPARAZIONE – “E’ più difficile del 2015, è stato un ritiro frastagliato perché tanti sono arrivati in ritardo dopo aver disputato gli Europei, è il prezzo da pagare per questo calcio che vive di preliminari vari e notturne anche in questa fase iniziale. Mi devo ancora abituare a tutto questo”.

 

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