Nati oggi: Rita Levi-Montalcini, curiosità e aneddoti

Nasceva oggi Rita Levi-Montalcini, il 22 aprile del 1909, da una famiglia ebrea, gemella di Paola, nota pittrice, morta nel 2000. Proprio oggi, 22 aprile, scopriamo insieme alcuni tasselli importanti della biografia di una donna che ha segnato la scienza italiana, ancora oggi ricordata con ammirazione e affetto.

Rita Levi-Montalcini
Rita Levi-Montalcini

Nasceva oggi Rita Levi-Montalcini, il 22 aprile del 1909, da una famiglia ebrea, gemella di Paola, nota pittrice, morta nel 2000. Nello stesso anno, pubblicò il Cantico di una vita, un libro autobiografico, nel quale offriva un ritratto del proprio percorso esistenziale e scientifico, attraverso le lettere scritte ai familiari, soprattutto alla madre e alla sorella gemella, a cui il libro è dedicato. Nel prologo all’epistolario l’autrice cita una frase di Primo Levi che ha ispirato la sua vita: “Amare il proprio lavoro costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra”.

Trascorse un’infanzia difficile, ma che affrontò con tenacia, caratteristica probabilmente ereditata dal padre, Adamo Levi, uomo giusto e forte. Tante le curiosità che nel corso del tempo sono venute alla luce, alcune grazie ad interviste, altre ancora rivelate dalla stessa Levi-Montalcini, sempre con il sorriso sulle labbra e con un’autoironia che ancora continua a sorprendere.

Proprio oggi, 22 aprile, scopriamo insieme alcuni tasselli importanti della biografia di una donna che ha segnato la scienza italiana, ricordata con ammirazione e affetto.

Rita Levi-Montalcini è stata l’unica donna italiana ad aver vinto un Premio Nobel “scientifico”. Era un autorevole scienziato, che permise la scoperta delle molecole Ngf importanti per lo sviluppo embrionale. Le sue ricerche pionieristiche furono il punto di partenza per la scoperta di numerosi altri fattori di accrescimento che giocano un ruolo importante nello sviluppo degli organi e dei tumori e oggi l’Ngf viene impiegato per una maggiore comprensione e cura delle malattie neurologiche degenerative come l’Alzheimer.

Rita Levi-Montalcini fu una donna che provò l’orrore delle persecuzioni contro gli ebrei, assaporandone il disgusto in prima persona.

Quando nel 1940 il paese nel quale viveva, fu invaso dalle truppe naziste, dovette lasciare Torino. Al rientro, non le fu possibile frequentare l’università, in quanto ebrea, e allestì un vero e proprio laboratorio nella propria camera da letto. Per la Levi-Montalcini, l’Italia era una miniera inesauribile di possibilità, e quindi anche improvvisare un laboratorio in una piccola stanza, diventava fattibile e soprattutto utile.

Raggruppare una serie di caratteristiche proprie di una donna così colta e diligente, quale era Rita Levi-Montalcini, non è facile; si può certamente affermare che sia stata una donna fortemente razionale, con una intelligenza quasi fuori dal comune, che ha saputo dimostrare quanto le distinzioni di genere e razza siano inutili. Un’altra curiosità su Levi-Montalcini, riguarda le abitudini a tavola; in un’intervista, infatti, rivelò di mangiare una sola volta al giorno, a pranzo; mentre la sera era solita bere un brodo caldo.

Rita Levi-Montalcini ha rivelato più volte, quanto le piacesse curare le piante del proprio terrazzo, nella sua abitazione romana di Villa Massimo, nei pressi di Villa Torlonia, nonostante nell’ultimo periodo della propria vita uscisse poco, perché ipovedente.

Il colore preferito era il blu, colore dei suoi occhi. Il blu, che nella simbologia dei colori è metafora di calma e senso di equilibrio, non a caso due caratteristiche proprie di Rita Levi-Montalcini, che la rendevano unica e stimata nel mondo.

Innumerevoli i suoi riconoscimenti nazionali e internazionali, ai quali vanno sommate oltre venti lauree honoris causa. L’Italia può celebrare la grandezza di una donna-scenziato, non solo oggi 22 aprile, ma tutti i giorni, appurando la grandezza dell’immenso patrimonio che ci ha lasciato.

 

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