Rischio nuova guerra in Siria

Il 10 febbraio il mondo ha rischiato di assistere ad una nuova guerra in Siria. Un drone siriano è stato abbattuto dalla contraerea israeliana e l’esercito della stella di david ha risposto bombardando delle postazioni di Hezbollah al confine tra Siria e Israele.

Uno degli f-16 israeliani è stato però abbattuto quando era già rientrato in territorio israeliano. Netanhyahu ha minacciato di scatenare un’ulteriore offensiva contro le postazioni iraniane in Siria, tuttavia l’intervento del presidente russo Putin ha permesso di evitare un’ulteriore escalation di violenza. Infatti la Russia, notoriamente alleata del regime di Assad, ostile ad Israele, è riuscita ad intrattenere buoni rapporti con il governo israeliano, mantenendo buoni rapporti con Israele e mediando tra le due parti.

Il conflitto siriano è sempre stato complesso per quanto riguarda gli interessi internazionali in gioco, da un lato l’intervento degli Stati Uniti ha avuto l’obiettivo di impedire lo sviluppo dell’Isis e l’estensione del loro dominio sui territori del medio Oriente, la Russia è intervenuta in sostegno del regime di Assad e per combattere i ribelli islamici e laici al governo siriano, infine Israele è intervenuto con l’obiettivo di impedire l’attecchimento delle milizie iraniane in Siria e il consolidamento dell’influenza iraniana nel territorio ai confini tra i due paesi.

Uno scenario sicuramente complesso, delicato, che rischia di far scoppiare un nuovo conflitto in un territorio martoriato da sette anni ininterrotti di guerra, con milioni di morti e altrettanti sfollati. Dall’inizio del 2018 sono già 300 i morti tra i soli civili siriani a cui vanno aggiunti 300.000 senza tetto e sfollati.

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