Rischio chiusura dell’ente di ricerca Ebri

L' ente, fondato da Rita Levi Montalcini, consono per la ricerca medico-scientifica sul cervello, rischia di essere escluso dalla prossima legge di bilancio

Rita Levi Montalcini, tra le eccellenze intellettuali italiane, Nobel per la Medicina nel 1986, volle ardentemente un istituto consono alla ricerca e allo sviluppo, in Italia e in Europa, capace di occuparsi della scoperta del nostro cervello, non solo a scopo medico, ma anche a livello cognitivo.

E la ricerca è certamente essenziale in tale materia. Ma, ad oggi, sembra che lo stesso ente, l’istituto europeo per la ricerca sul cervello, Ebri, fondata dalla scienziata italiana nel 2002, stia per perdere il sostegno statale consono al suo sviluppo medico-scientifico .

Infatti, l’Ebri è stato escluso dalla prossima legge di stabilità che verrà presentata presso Bruxelles, insieme ad altri esempi di strutture scientifiche atte alla ricerca scientifica.

Il grido di aiuto è arrivato proprio dagli stessi ricercatori impegnati all’Ebri, che hanno segnalato tale rischio, attraverso il presidente della fondazione Antonio Cattaneo, presso il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché nella prossima manovra non sia tralasciato questo ente, tra i migliori nella ricerca a livello internazionale, nel settore delle neuroscienze e sulle cellule nervose .

L’Ebri, dall’anno della sua fondazione è stato retto dai massimi lumi in materia della medicina, presieduta da 5 premi Nobel, tra cui la stessa Montalcini, che con la sua scoperta, aveva dato il via allo sviluppo di una ricerca scientifica nel campo delle neuroscienze e dello studio delle cellule nervose e che ad oggi è di essenziale importanza per la scoperta di nuovi metodi di cura e cognizione di patologie cliniche, come Alzheimer e Parkinson ed altre malattie degenerative.

L’annuale finanziamento statale previsto per la ricerca di due milioni di euro, appena scaduto, rischia di essere messo fuori da una manovra, la quale ha già posto un freno per alcuni settori della cultura e dell’istruzione .

 

Print Friendly

LASCIA UN COMMENTO