Raid in Siria, colpi di mortaio fanno 4 vittime

Diversi villaggi in Siria, passati sotto il controllo di Ankara, sono stati liberati da terroristi. Raid turchi intervengono. Contrattacco curdo: quattro civili deceduti e 46 feriti.

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Raid in Siria

In seguito alla liberazione di alcuni villaggi, siti in Siria, da parte di terroristi (fra cui figurano anche membri dell‘Isis) la Turchia ha lanciato, nell’immediato, una feroce controffensiva.

L’area colpita è una delle zone che sono passate, da subito, sotto il controllo di Ankara, sin dall’inizio di una campagna militare turca.

L’operazione, denominata Fonte di Pace, che prevede l’intervento militare turco nell’area nord-est della Siria, ha come obiettivo principale l’eliminazione di  rifugi, ripari, postazioni, armi, mezzi ed equipaggiamenti che appartengono agli attentatori del Pkk/Pyd-Ypg e di Daesh (Isis).

Il ministero della difesa di Ankara si spoglia, quindi, di ogni responsabilità, confutando le accuse delle forze democratiche siriane curde, che rimproverano al governo turco l’uccisione di diversi cittadini.

All’offensiva militare turca ha fatto seguito il brutale contrassalto curdo che ha causato il decesso di 4 civili, tra cui un bambino di 9 anni siriano, Muhammad Omar. Oltre al piccolo, anche un funzionario turco, Cihan Gunes, ha perso la vita durante l’attentato.

Il bilancio dei feriti, al momento, conta 46 persone e la prefettura locale rende noto che questi, attualmente, si trovano presso gli ospedali della zona.

Forte il contrasto che si è venuto a generare fra le organizzazioni umanitarie internazionali e la repubblica curda.

L’agenzia delle Nazioni Unite esige il rispetto del diritto umanitario internazionale: i civili o gli edifici civili non devono, in alcun caso, essere un obiettivo, raccomanda l’alto commissario dell’Onu per i rifugiati.

La Turchia ha risposto, in una lettera al Consiglio di Sicurezza Onu, che l’iniziativa ha come unico scopo la liberazione del territorio dai terroristi.

Tale situazione è aspramente criticata anche in Italia, ove il ministro degli Esteri, Luigi De Maio esprime tutto il suo dissenso sulle manovre militari del governo turco, definendole futili ed atte solo a far moltiplicare le azioni terroristiche stesse.

 

 

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