Prolungata la durata della mostra di terracotta

Seconda proroga per l'esposizione dell'esercito di terracotta: fino al primo luglio, sarà possibile ammirarla nella Basilica dello Spirito Santo, a Napoli.

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L'esercito di terracotta

La Basilica dello Spirito Santo, sita lungo via Toledo, una chiesa che riesce ad esprimere sia sobrietà che imponenza, ospiterà fino al primo luglio la mostra dell’esercito di terracotta.

L’Esercito di Terracotta e il Primo Imperatore della Cina, questa la denominazione dell’esposizione, ha preso il via nel mese di ottobre 2017 ed ha attirato oltre sessantamila turisti.

Una delle cupole più eleganti della metropoli partenopea sovrasta quest’immensa collezione di reperti archeologici, rivenuti durante il XX secolo.

Una navata lunga circa ottanta metri è costellata di queste affascinanti resti fabbricati in terracotta, pervenuti sino a noi da uno dei più grandi imperi d’Oriente, l’ antica Cina.

Questi piccoli capolavori, circondati da altrettanti capolavori artistici nostrani, come ad esempio i monumenti funebri ad Ambrogio Salvio e Paolo Spinelli, vanno a costituire un quadro d’incantata meraviglia in cui l’arte orientale si incastra nell’arte occidentale.

Il curatore Fabio di Gioia ha provveduto ad accrescere il successo di questa brillante iniziativa culturale, favorendo l’estensione dell’arco di tempo durante il quale, questi piccoli gioielli sarebbero stati esposti.

Viaggiatori e scuole continuano inesorabilmente a richiedere il consenso per effettuare visite all’interno della Basilica e contemplare la vasta e magnificente collezione in terracotta, posta all’interno di un complesso, che vanta anche opere quali le raffigurazioni del napoletano sei-settecentesco come: la Madonna con i santi Francesco d’Assisi e Francesco di Paola eseguita da Girolamo Imparato nel 1598 e una settecentesca Assunzione di Nicola Cacciapuoti.

Le cappelle decorate in marmi di inizio seicento contrastano col materiale con cui è stato composto l’esercito cinese: è proprio questo contrasto ad incastro che rappresenta la chiave di successo della mostra, spiega Fabio di Gioia.

“L’accostamento delle riproduzioni di statue di terracotta datate oltre 2000 anni con la Basilica cinquecentesca dello Spirito Santo, è ancora la chiave di volta culturale che attira i nostri visitatori” afferma il responsabile dell’esposizione.

 

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