Occasione di “avvicinamento”.

Si dovrebbe favorire coloro che attaccano” questo il commento di Antonio Conte (in quale parte del regolamento l’ha letto ?) che si è dichiarato innervosito da quei minuti -cinque per il coach- per appurare l’effettiva validità del pareggio Inter  (il 2-2), che poi è stato sancito con i calcoli geometrici del Vari. Il pari raggiunto ha portato, però, solo un punto e la squadra dell’allenatore pugliese sembra abbia pagato dazio alla prova di grande concentrazione giocata mercoledì scorso contro il Dortmund, vinta 2-0 e per la seconda partita consecutiva, in campionato, subisce gol (due) dopo i tre di domenica scorsa contro il Sassuolo; questa volta non sono bastate le reti di Candreva e Lukaku, i nerazzurri si fanno infilzare dalle lame affilatissime Karamou e Gervinho che esaltano la missione “San Siro” dei ducali e rinviano a data da destinarsi il contro-sorpasso ai danni della Juventus. A Lecce infatti, nello stesso pomeriggio, è andata in scena la prima della classe, che ha impattato l’orgoglio e la forza di volontà dei salentini- per i leccesi secondo pareggio, dopo quello contro il Milan-, tutte armi che da sole non dovrebbero comunque impedire ad una corazzata come quella bianconera di far incetta di punti in terra pugliese. La squadra di Sarri paga l’assenza di Cristiano Ronaldo- stanco anche mentalmente, dice il mister- e le numerose palle gol restano non sfruttate da Dybala e soci: un rigorino rigorino (due volte, non si può definirlo altrimenti) la porta in vantaggio, lo trasforma Paulo, e un rigorino (una volta, comunque la mano c’è) gli fa subire il pareggio. Si può parlare di occasione mancata, su di un campo dove i padroni di casa avevano sempre perso finora, con il trainer juventino, che si lamenta con i suoi, per le troppe occasioni mancate. Ora si apre uno spiraglio per le squadre che inseguono e vantano mire di primato con l’Atalanta, che ospita l’Udinese e il Napoli che ieri è volato a Ferrara dove oggi, alle 15, affronterà la Spal, che ha un bisogno matto di punti, impegolata com’è al penultimo posto in classifica (solo sei punti). Gli azzurri però non possono permettersi passi falsi e i dubbi di formazione, la scarsa vena di Lozano, gli infortuni di tanti difensori e mettiamoci pure le dichiarazioni del suo presidente non dovranno distrarre coloro che andranno in campo: l’imperativo è vincere, diceva la canzone, i ragazzi di Ancelotti non hanno scelta, anche se l’ultima parola spetta sempre al campo. Lecce e Parma docet.

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