Orta di Atella: niente più Tasi

Sono pochissimi i comuni italiani in cui si è deciso di abolire l’ormai temuta Tasi, la tassa sulle abitazioni istituita dalla legge di stabilità entrata in vigore quest’anno.
Il sindaco di Orta di Atella, Angelo Brancaccio, si dice fiero ed orgoglioso del fatto che il piccolo paese in provincia di Caserta possa ormai essere considerato come uno dei pochi fortunati comuni in cui i cittadini sono esonerati nel pagare la tassa sulla prima abitazione.

Questo è ciò che è possibile leggere in una nota ufficiale pubblicata oggi: “Si porta a conoscenza della cittadinanza tutta che con Delibera di Consiglio Comunale n.14 l’Amministrazione Comunale ha soppresso l’odiosa tassa sulla abitazioni denominata TASI”.
La Tasi, introdotta con la legge di stabilità 2014, è pagata da chi possiede a qualsiasi titolo fabbricati, quindi compresa l’abitazione principale.
L’attuazione della nuova tassa ha portato nel corso dell’anno a varie ribellioni e malumori da parte dei cittadini già “schiacciati” dal peso dell’attuale inflazione in Italia e da una crisi che incombe ormai da troppo tempo.
“Per evitare che, ancora una volta, la popolazione, ed in particolare misura i proprietari delle prime case e gli inquilini, dovessero versare una ulteriore tassa su di un bene di prima necessità, questa Maggioranza ha deciso di sopprimere la Tasi e di lasciare solo l’Imu per i possessori di seconde abitazioni”, questo quanto dichiarato nella nota ufficiale.

Non sono mancate le polemiche a seguito dell’intervento del sindaco Brancaccio circa la soppressione della Tasi. Una considerazione che ha fatto riflettere è stata pubblicata sul gruppo facebook di Orta di Atella dal consigliere comunale del PD Michele De Micco: “La politica degli spot. L’azzeramento dell’aliquota TASI costituisce l’ennesimo tranello ai cittadini colpiti da un regime tributario così alto da Guinness dei primati. Dal gioco delle tre campanelle, si evince che il resto delle aliquote e delle tariffe dei tributi comunali e dell’addizionale IRPEF sono le più alte. Invece di prendere esempio dai comuni viciniori, quali Frattaminore, eletto comune più virtuoso d’Italia, il Sindaco Angelo Brancaccio preferisce sprecare i soldi dei contribuenti per l’istruzione di uffici di supporto agli organi di direzione politica”.

 

Print Friendly

LASCIA UN COMMENTO