Open Arms, completato lo sbarco durante la notte

Open Arms, sbarcati i migranti, secondo le disposizioni dei Pm, sequestrata la nave. Salvini afferma "Sarò denunciato per omissione di atti d'ufficio"

Durante la notte è stato completato lo sbarco dei migranti che si trovavano sulla Open Arms seguendo quanto deciso dai Pm.

Lo sbarco dei migranti salvati dalla Open Arms è stato completato stamane, alle prime ore del mattino. 

Durante la notte, infatti, tutti coloro i quali furono salvati venti giorni fa, hanno finalmente potuto porre i propri piedi sulla terra ferma. La Procura di Agrigento ha disposto le azioni riguardanti lo sbarco immediato e il conseguente sequestro della nave “per evitare che il reato sia portato a ulteriori conseguenze”.

Il reato contestato risulta essere quello previsto dall’articolo 328 del Codice Penale il quale punisce “il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere computo senza ritardo“. La pena prevista è la reclusione dai sei mesi ai due anni.

Fino ad ora l’indagine riguardante suddetto reato è aperta a carico di ignoti per omissione e rifiuto di atti d’ufficio. Ciò deriva dal fatto che non è stata immediatamente rispettata la decisione del Tar il quale, accogliendo il ricorso della Open Arms, aveva già disposto lo sbarco immediato. 

Immediatamente conseguente è stata anche l’apertura di un’inchiesta per sequestro di persona.

Matteo Salvini sarà molto probabilmente il destinatario delle denunce, ma egli non sembra essere così impreparato alla situazione.

“Il sequestro impone lo sbarco degli immigrati: ricordo che non c’era allarme sanitario, finti malati e finti minorenni. Qualcuno si sta portando avanti già nel nome del governo dell’inciucio che vuole riaprire i porti. Finché campo è mio dovere difendere i confini e la sovranità del Paese. Molto probabilmente mi arriverà una denuncia dalla stessa Procura che mi indagò per sequestro di persona, reato che prevede 15 anni di carcere: stavolta il reato è omissione di atti d’ufficio. Io non mollo”, questo è quanto ha affermato ieri il ministro dell’interno uscente, subito dopo aver tenuto il proprio discorso in Senato, in seguito alle dimissioni del Premier Giuseppe Conte, a proposito del caso Open Arms.

 

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