Omicidio Sacchi, trovati 60mila euro nello zainetto

Nuova pista investigativa nell'omicidio del 24enne romano: la somma di denaro contenuta nello zainetto di Anastasia era sicuramente destinata allo spaccio

Un nuovo scenario si starebbe aprendo in queste ore sull’omicidio di Luca Sacchi: dalle indagini emerge infatti che lo zainetto di Anastasia Kylemnyk conteneva non una modesta somma di denaro pari a circa duemila euro, come si era appreso finora, bensì 60mila euro per l’acquisto – non realizzato – di una enorme partita di marijuana, senza dubbio destinata allo spaccio.

Gli inquirenti si stanno concentrando su alcuni elementi della compravendita che ha portato all’assassinio del 24enne e non si esclude l’ipotesi che il circuito delle persone coinvolte possa essere ben più ampio di quello noto fino ad oggi.

L’ingente cifra ha spinto gli investigatori a supporre che i ragazzi possano essere stati dei mediatori che avrebbero dovuto essere ricompensati, anche perché incensurati, ma che siano finiti in un affare più grande di loro e della cui gravità, probabilmente, non siano stati pienamente consapevoli.

I carabinieri del Ris, proprio nei prossimi giorni, svolgeranno degli esami irripetibili sui reperti rinvenuti al di fuori del luogo del delitto: la mazza da baseball, lo zainetto di Anastasia ritrovato tra le sterpaglie a Tor Bella Monaca, il bossolo nascosto in un guanto di lattice blu. I risultati di tali esami potrebbero portare far luce sul contesto all’interno del quale si muovevano i personaggi coinvolti.

Secondo il pm Nadia Plastina, è da valutare l’ipotesi che Luca, Giovanni Princi, Anastasia, indicati dai testimoni amici del pasticcere di Casal Monastero come i “quattro interessati a comprare droga”, potessero agire per conto di terze persone. Princi avrebbe ricoperto il ruolo di “ponte” per la trattativa, conoscendo almeno uno degli intermediari di Del Grosso, Valerio Rispoli. Del Grosso e Pirino, che durante l’interrogatorio di garanzia si erano avvalsi della facoltà di non rispondere, devo essere ancora sentiti dai magistrati.

Ma dove sono finiti i soldi? E la calibro 38 usata da Del Grosso per uccidere Sacchi? Questi e non pochi altri, gli interrogativi finora senza risposta.

 

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