I Negrita alla Feltrinelli: bagno di folla per la band

Negrita_21_Secolo_Raffaella_Ambrosanio
Negrita

 Dopo venti anni dal loro debutto e dopo ben otto album di grande successo, i Negrita tornato su un onda mai stanca con un nuovo capolavoro, «9». Titolo per niente scontato, si tratta della nona fatica dei Negrita che, come dopo un lungo viaggio, tornano alle dure e fredde noti del rock. Il disco, uscito il 24 Marzo, è già primo in classifica.

Negeita_21secoloCome lo stesso Paolo «Pau» Bruni ha spiegato, abbandonati i suoni caldi del Sud, il nuovo album racconta una malattia globale, con brani che esplorano in tutte le direzioni sotto melodie nordiche, anglosassoni. Nato dall’ultimo anno trascorso a teatro con il musical «Jesus Christ Superstar», un’esperienza che ha portato con se brani come «Ritmo Umano» e «Non è colpa tua». Un album che vuole essere ironico e provocatorio, ma che racconta con anima e sentimento vent’anni dei loro ricordi. Ne è un esempio il brano «1989», un «cassetto di ricordi» composto già nel 2004 ma arrangiato solo per questo nuovo album. «E’ una canzone che cerca di raccontare quello che eravamo in quel periodo– come spiega Pau – Si parla di Piazza Tienammen, Solidarnosc che va al potere in Polonia, la caduta del muro di Berlino. Un brano scovato nel nostro archivio, è uscito fuori questo pezzo vecchio, con una tematica anziana, e ci è sembrato un sodalizio perfetto».

Ieri, venerdì 27 Marzo il gruppo d’Arezzo era a Napoli, precisamente presso la Feltrinelli di P.zza dei Martiri, per presentare il nuovo album e incontrare i circa 200 fan presenti. Dopo la breve presentazione del disco la band ha risposto alle domande del pubblico in sala toccando così  vari punti, passando da “politici meno serie rispetto a quelli di una volta” al confronto dei due mondi: passato e presente. In particolare, alla domanda “Che differenza c’è tra il fine settimana di un tempo e quello di oggi?”, Pau ha così commentato: «Prima erano diversi. Oggi il mondo è diventato anche più piccolo rispetto a 20 anni fa. Nel 2015 i collegamenti sono più veloci, rapidi, tutti sappiamo tutto di tutti. Così anche i fine settimana, sebbene ci siano delle differenze, sostanzialmente sono uguali in tutto il mondo. […] Si cerca in qualche modo di fuggire dal peso della settimana». Sono propri questi i mali comuni raccontati dai brani del nuovo disco, in un continuo confronto tra passato e presente, tra “talent” e “fake”, tra una generazione di “loser” e “poser”.

Non sono mancati gli omaggi, da prima a Carlo Ubaldo Rossi, compositore, arrangiatore e produttore discografico morto l’11 Marzo 2015 a seguito di un incidente in moto. I Negrita hanno parlato di lui come un uomo di grande fantasia, innamorato della musica che produceva. «L’ultimo a sedersi a tavola e il primo ad alzarsi e tornare al suo lavoro» così Drigo_DSC0032 ha voluto ricordare la grande professionalità dell’amico e produttore scomparso al termine dell’album.

Un ringraziamento è stato fatto a Pino Daniele, che nel 2012 aveva chiesto una collaborazione con la band, che a causa dei vari impegni reciproci non è mai avvenuta. Drigo ha raccontato il legame di amicizia e profondo rispetto nato nel ’94, quando in un’intervista il cantautore partenopeo espresse la sua ammirazione per il gruppo toscano. In fine, per la gioia di tutti i fan, Drigo, Pau e Mac hanno autografato dischi, chitarre e bracciali e concesso foto a tutti i presenti.

Ricordiamo che chi si fosse perso qualche tappa dell’ Instore tour, i Negrita saranno in concerto con tappe in 8 grandi città italiani tra cui Firenze, Roma e Padova. I biglietti per i live dei Negrita sono in vendita sulla piattaforma TicketOne e presso uno dei rivenditori presenti sul territorio ed autorizzati alla vendita.

 

Print Friendly, PDF & Email

Redattrice del XXI Secolo, universitaria ed innamorata della comunicazione in tutte le sue forme. Coltiva tante passioni, ama viaggiare mantenendo le proprie radici ben salde al suolo e sogna l'America.

more recommended stories