Napoli immaturo sconfitto a Roma 2-1

Non basta un super Meret a salvare dal naufragio il Napoli all'Olimpico di Roma. Sconfitta meritata per gli uomini di Carlo Ancelotti troppo discontinui per potere affrontare una gara delicata come quella contro i Capitolini.

Meret

È  crisi! Non vi sono vi sono altre parole per cristallizzare il momento negativo  del Napoli, sia mentale che calcistico, da tanto, troppo tempo a secco di risultati utili nel Massimo campionato.

La squadra di Ancelotti sta perdendo non solo punti, ma letteralmente pezzi,  regalando purtroppo solo cocenti delusioni ai tifosi partenopei, che nonostante questo continuano a seguire la squadra nel tentativo di infondere vigore ai propri beniamini. Scarsa personalità, mancata voglia di aggredire l’avversario e forse quella famosa ” mancanza di cazzimma” a cui fa riferimento il presidente Aurelio De Laurentiis, sembrano gli elementi che più di tutti spiccano in un contesto che vede un elettroencefalogramma piatto da parte di molti dei calciatori napoletani, i cui mezzi tecnici se da un lato sembrano essere superiori rispetto alla maggior parte delle squadre del massimo torneo, dall’altro rappresentano un limite. Possesso di parla sterile, giro palla lentissimo, incapacita di impostazione e soprattutto gli innumerevoli errori di base da cui derivano giocate raccapriccianti, rappresentano il problema che affligge maggiormente questa squadra. Proprio l’assenza della personalità, a cui neanche i rimbrotti del presidente sembrano essere riusciti a porre rimedio, in uno alla incapacita di mantere la concentrazione per  90 minuti,  fanno del Napoli  una squadra che va a corrente alternata,  sfilacciata e senza una idea ben precisa di gioco.

Sotto il profilo tecnico si registrano gravissimi errori individuali in fase difensiva. Quello che è stato il giocatore più acclamato dello scorso anno  e ci riferiamo in questo caso a Kalidu Kulibaly e l’ombra di quello che è stato.  La cerniera difensiva composta con Kostas Manolas, che avrebbe dovuto comporre una linea invalicabile, almeno secondo gli intenti degli opinionisti più accreditati, sembra invece una linea Maginot. L’assenza di un terzino sinistro di ruolo perdurante, ha influito negativamente e nelle rare occasioni in cui si è  avuto modo di poter vedere in campo Ghoulam o Mario Rui,  entrambi sono stati purtroppo autori di prestazioni a dir poco disastrose. Il portoghese questa sera oltre che responsabile  di un fallo di mano assai elementare in area di rigore, che non sembra trovare scusanti è stato letale per la squadra per le innumereevoli palle perse. Kostas Manolas incapace di contenere Zaniolo, in occasione del goal lasciato colpevolmente libero di calciare, ma soprattutto di riflettere prima ancora di tirare in porta. Di Lorenzo che fino ad oggi sembrava essere l’unico ad essersi salvato dal marasma totale è sembrato in  difficoltà proprio nella giornata in cui si impossessava della lato destro di sua pertinenza. A centrocampo Fabian Ruiz tanto acclamato per le prestazioni con  la maglia della Nazionale Spagnola, sembra un oggetto davvero non identificato,  non contandosi gli errori sia in appoggio che in difesa, così come quelli in fase di contenimento. Insistere poi ancora sulla crisi profonda che ha colpito Zielinski  di cui non si hanno praticamente tracce dall’inizio del campionato, sembrerebbe come sparare sulla croce rossa. In attacco è quasi penosa la figura di Lozano, che sebbene subentrato a partita iniziata  eccezion fatta per l’unica occasione nella quale riuscita a servire il l’assist per il 2 a 1, ha praticamente sbagliato tutte le palle che ha toccato e si contano più le volte in cui si è trovato  a terra rispetto a quelle in cui si manteneva in piedi. Callejon, che di questi tempi corre praticamente a vuoto, senza avere alcuna capacità di realizzazione, ma soprattutto di incidere in fase offensiva.lo stesso Lorenzo Insigne che sebbene  non si possa dire essere stato tra peggiori, non riesce ad essere mai determinante in positivo, ne il capitano coraggioso di cui forse i compagni avrebbero bisogno. Solo soletto lì davanti e con pochissime occasioni è sembrato essere Milik, sfortunato in occasione della traversa, anche se a questo appare stucchevole ricorrere per l’ennesima volta alla dea bendata è riuscito comunque a segnare il gol del due a uno, che lo mette nella incredibile condizione di essere il miglior realizzatore del Napoli con 4 reti nelle ultime tre partite, senza che nessuna di queste però sia stata determinante ai fini della vittoria. Incredibile l’involuzione dei giocatori azzurri, che evidentemente soffrono, mai come quest’anno una pressione psicologica che ad inizio campionato li aveva fatti spingere ad affermare apertamente di essere in piena corsa tra le pretendenti al titolo.

In definitiva immaturi, sembra essere  forse L’unico aggettivo con il quale si può definire questa squadra, priva della verve e soprattutto di quella sfrontata incoscienza, che sarebbe logico aspettarsi da un manipolo di ragazzi, a cui nulla tra si chiede se non quello di giocare come sanno e come potrebbero.

La partita a questo punto sempre assumere quasi un aspetto secondario rispetto l’interpretazione e soprattutto la svogliatezza degli uomini di Ancelotti, in una gara determinante ancorche scontro diretto contro una pretendente quantomeno per in un posto Champions.

Quello che una volta si chiamava Derby del Sud ha prodotto oggi il rilancio della Roma che con la vittoria odierna si porta ha 3 successi consecutivi che la proiettano direttamente al terzo posto della classifica davanti all’Atalanta.

Squadre in campo dunque con i capitolini è immediatamente avanti.  Al nono minuto Kluivert sfiora il palo con gli azzurri che fanno da spettatori. Al diciannovesimo tocca invece a Zaniolo che arriva dalle retrovie liberissimo controllare la palla e avere tutto il tempo di battere a rete con un tiro imparabile per Meret. Goal meritatissimo per la Roma con i calciatori napoletani invece incapaci di riuscire ad approntare  la benché minima reazione.  Al ventitreesimo tocca a Kolarov con una rasoiata dalla sinistra impegnare severamente Meret che con un tuffo prodigioso devia in calcio d’angolo. La Roma non molla e al 26esimo su un’azione in ripiego Callejon colpisce la palla con la mano. Sembra che nessuno se ne accorga, non il var questa volta attentissimo e puntualissimo che segnala all’arbitro l’intervento di braccio del calciatore spagnolo peraltro nettissimo, che obbliga Rocchi alla concessione del calcio di rigore. Sul dischetto arriva Kolarov infallibile fino a questo momento, che però si trova di fronte un super portiere, Meret Infatti con un colpo di reni riesce a deviare la palla e a farla sua al secondo tentativo. La parata del portiere mantiene il Napoli a galla  e a questo punto il Napoli dopo gli schiaffi subiti sembra finalmente ritornare in partita, acquista un po’ di coraggio e cerca di riportarsi nell’area giallorossa. È così che al ventinovesimo Smalling salva sulla linea un colpo di testa di Di Lorenzo, al trentatreesimo e al trentacinquesimo tocca invece ad Insigne  impegnare severamente Pau Lopez. Al minuto 41 l’occasione più nitida per il Napoli, Milik di testa su un cross dalla sinistra coglie  la traversa e sulla ribattuta il tiro di Zielinski  sbatte sul palo. Termina qui il primo tempo con le squadre che rientrano in campo sotto la pioggia, ma è la Roma a farsi ancora pericolosa e su un’azione dalla sinistra portata avanti da Pastore un fallo di mani ingenuo di Mario Rui procura il secondo calcio di rigore per la squadra Giallorossa. Dal dischetto questa volta si porta Veretout e sebbene Meret intercett anche questa volta il tiro, la palla termina comunque in rete e regala così il 2 a 0 ai giallorossi. Al quattordicesimo è  ancora Roma con una traversa clamorosa di kluivert. Nel frattempo esce Callejon al posto di Lozano, il messicano autore di una partita da dimenticare si distinguerà per l’unica azione che lo ha visto protagonista con una cavalcata sulla fascia destra, grazie alla quale smista una palla al centro dell’area su cui arriva Milik che realizza il gol del 2 a 1. Il tempo di fischiare la rete che l’arbitro è costretto a sospendere il gioco per gli insistenti cori discriminatori che piovono dagli spalti dello Stadio Olimpico e rendono indispensabile al direttore di gara l’interruzione della partita. Purtroppo ancora una volta a latere di una partita positiva fino a quel momento per i giallorossi, cori vergognosi nei confronti di un intero popolo. Nessun commento su tali fatti per evitare di dare ancora maggiore clamore alla idiozia di persone che nulla hanno a che vedere con il calcio.

l’interruzione regala 6 minuti di recupero e proprio all’ultimissimo secondo Milik su calcio di punizione ha la palla buona, ma tiro dal limite termina contro la barriera, dopo di che l’arbitro fischia la fine delle ostilità.

Napoli dunque sconfitto a Roma ma soprattutto sconflitto nell’animo. Roma vincente  che si porta al terzo posto in classifica e Napoli che scende desolatamente a quinto posto, almeno fino all’esito delle partite sccessive, che spegne almeno per il momento qualsiasi velleità a quelle che erano le speranzose mire di inizio campionato.

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