Napoli: gay pride 2015

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Il Pride Regionale Campano voluto da numerose associazioni quali l’Arcigay Napoli e Campania, l’ Arcilesbica, Associazione Trans Napoli, il collettivo I’m Gay, anyproblem e Coordinamento Campania Rainbow, ha ospitato  il 6 giugno a Benevento dall’unione di un gruppo di associazioni campane.  L’Onda Pride 2015 proseguirà poi a Napoli dove vedrà la sua conclusione l’11 luglio, in un’onda coloratissima di tutte le fantasie napoletane. Anche quest’anno il pride di Napoli conta di avere un grande seguito per una manifestazione colorata e intensa. Nell’attesa abbiamo incontrato Antonello Sannino presidente Arcigay di Napoli, per chiedergli di come l’associazione si sta preparando a questo grande evento.

Come nasce l’idea del gay pride a Napoli ?
«Nel 2012 ci fu a Salerno e nel 2013 a Napoli. Salerno ha aperto in qualche modo una buona prassi di portare il pride in quei territori “vergini”, nel senso che non hanno mai affrontato in maniera strutturale la questione dei diritti della comunità LGBT. Dopo Salerno, Napoli ha organizzato il pride regionale del 2013/2014 e si è scelto di portarlo  fuori al capoluogo di regione e la scelta è ricaduta su Benevento.» In particolare spero che il pride di Napoli sia come sempre una grande festa, che il colore del pride venga conservato affinché non sia un family gay in contrapposizione al family day, ma che sia  il momento, come diceva MILK ospitato di recente, che questo pride sia la celebrazione della diversità, delle differenze. Perché c’è il rischio che poi la comunità omosessuale può incorrere in una normalizzazione che in realtà non è quello che il movimento di liberazione omosessuale voleva».

Come verrà organizzato l’evento?
«Sarà un evento davvero importante per la città. L’onda pride a differenza degli altri anni, partirà alle 19 di sera. Inizieremo alle 17.30 invece delle 15 in modo da fare un street-parade in semi notturna che ci consente di vivere la città anche in un orario diverso. Il percorso inizierà da Piazza Dante, via Toledo , attraverseremo piazza del plebiscito , via Cesaro Console, via partenope terminando sul lungo mare sperando di are  una festa in piazza alle 10 di sera. Inoltre saranno presenti anche gli attori della fiction di un “POSTO AL SOLE” che parteciperanno al corteo».

Sono molti i passi avanti, che grazie all’aiuto dell’associazione Arcigay e al comune di Napoli la comunità LGBT, sta riuscendo ad ottenere nella città di Napoli. Per quali diritti si manifesta?

«Sono  15 le manifestazioni LGBT  che costituiranno quest’anno l’Onda Pride, la grande mobilitazione nazionale che rivendica diritti e uguaglianza, senza discriminazioni. Così cresce ogni anno il numero di città che decidono di mettersi alla prova con la parata dell’orgoglio, sperimentando tutte le volte un coinvolgimento sorprendente della cittadinanza e l’apertura di canali istituzionali che non possono non far sperare in una stabilizzazione di questo appuntamento. Tutto il movimento LGBT, si allea coi cittadini e scatena un’onda per portare forte e chiara la richiesta di diritti che mai come oggi si riscoprono diritti umani.» Molto importante è il risultato politico, in quanto ha aderito la CGL  e quasi tutti i grossi  portatori di democrazia  del beneventano che hanno aderito al corteo. Sono arrivati, autobus da Caserta, Napoli, Salerno, Foggia e Potenza, il che porta ad un area macro regionale ad essere interessata. Aperto l’onda pride ci sono state circa 3000 presenze nella comunità LGBT che seguiva il pride, mentre le sentinelle in piedi con noi presenti eravamo più o meno 50 di persone. Questo, per quello che io credo, è che sia sbagliato creare una sorta di divisone nel paese su questi temi perché i diritti per la persona, non sono i diritti che bisogna inventarsi come ex novo, ovvero sono i diritti che ci sono e devono essere riconosciuti a tutti. Bisogna uscire fuori dall’illegalità di non riconoscere a un pezzo della cittadinanza dei diritti che appartengono a tutti per costituzione ( art. 2 e 3) siamo tutti uguali nei confronti della nostra costituzione per cui quei diritti  devono essere riconosciuti e farli entrare nella legalità».

Come ti è sembrato il gay pride a Benevento?

«Benevento è una città dove anche la tradizione cattolica è forte anche politicamente. È stata più che altro una scommessa vinta , sia in termini di partecipazione sia in termini numerica. Benevento non si sarebbe mai aspettata una tale affluenza di partecipanti ma anche per l’ordine dei medici che hanno atto una nota pubblica dove dichiara che l’omosessualità non è una malattia, ma risultati politici dichiarano che il sindaco in qualche modo è stato costretto  a non presentarsi al pride. Nonostante abbia dato la compartecipazione, ha annunciato attraverso il suo capo gruppo del partito democratico Giovanni Zarro di essere presente ad un CONVEGNO GENDER E VITA. Con soppressioni politiche ha ammesso l’errore di non aver partecipato al pride, ha promesso l’istituzione del registro delle unioni civili nel comune di Benevento.  Il capo gruppo Zarra del partito democratico è stato sbugiardato dal suo stesso partito sia su nazionale con Pina Apicerno, sia su locale attraverso una nota della segreteria provinciale, dove sostanzialmente a mio avviso in un paese normale e serio, un capo gruppo che viene sbugiardato dalla sua segreteria di partito dovrebbe dimettersi. I beneventani che si sono detti favorevoli al pride, sono stati chiamati a dare un contributo concreto a questo evento, una prova che la lotta per la libertà, l’uguaglianza e la non discriminazione non è fatta solo di parole, ma di un sostegno reale».

Ogni anno si manifesta il gay pride per riuscire ad ottenere diritti umani, c’è qualcosa in particolare, oggi, per cui si manifesta?

«Si, il Pride partenopeo sarà dedicato alla scuola, al diritto allo studio e al contrasto del bullismo omotransfobico. SI cercherà di strutturare una piattaforma politica su scuola e contrasto delle discrimazioni nel mondo degli adolescenti. Una piattaforma non solo politica ma programmatica in cui la presenza di ragazzi e ragazze sarà sicuramente affluente».

Cosa può rappresentare un evento come il gay pride ad una scuola? 

«Il tema principale del pride di Napoli è SCUOLA. Molto spesso si parla di diritto allo studio negato alle persone transessuali che aggrava la la loro posizione già discriminatoria nell’inserimento del mondo del lavoro e per questo vengono costrette alla prostituzione non avendo altro da poter fare per poter mantenersi. Tanti sono i problemi che si dovranno affrontare. Per questo al Pride partenopeo aderiscono anche Cgil e Uil di Napoli e Campania. Il nostro comitato è dedicato ad Antinoo l’amante dell’imperatore Adriano, e proprio con alcune scuole di Napoli abbiamo fatto dei lavori e organizzato eventi come con la scuola superiore Palizzi di Napoli e che ancora oggi all’interno della nostra associazione conserviamo esposte i lavori di questi futuri artisti come la raffigurazione di Antinoo in un gioco di chiaro scuri dove ovviamente il lato oscuro è tutto il lato di omofobia e di diritti non pienamente acquisti in questo paese. Lo stesso concetto viene ripetuto in un’altra opera , dove viene rappresentato un gesso , un’opera in scultura dove Antino è all’interno di una cornice vuota, perché il vuoto rappresenta il vuoto dei diritti non acquisiti.  Con il palazzi poi siamo riusciti a chiudere un protocollo con la consulta provinciale con gli studenti di Napoli, mentre quest’anno abbiamo fatto una serie di lavori importanti nelle scuole anche attraverso alcune progettazioni prima tra questi il progetto DiverCity, che ci ha portato ad interagire con 12 scuole di Napoli stando in contatto con circa 2500 ragazzi e 250 insegnanti. Un altro progetto importante nel forum internazionale delle culture, di cui siamo stati i primi insieme al liceo miranda di Frattamaggiore a vincere questo progetto “Napoli e na camminata” e ci ha permesso  di fare un lavoro importante all’interno del forum facendo poi una serie di interventi non strutturati all’interno di progettazioni che ci capita di affrontare, perché invitati da ragazzi, da genitori  professori e anche scuole medie. Siamo arrivati anche in provincia di Isernia, quindi il lavoro nelle scuole è un lavoro importante che facciamo già con una certa strutturazione con dei progetti dove a differenza di chi dice che questo è un lavoro che in qualche modo si voglia ideologizzare e convertire i figli delle coppie eterosessuali all’ omosessualismo, in realtà tutta la teoria dei gender è una teoria fasulla di una certa retroguardia che, in qualche modo, è stata creata questa teoria e ha spaventato la popolazione e non far capire bene perché noi andiamo nelle scuole. È  molto importante intervenire nelle scuole per aiutare quei ragazzi che in età adolescenziale ma non sono solo, far capire che la famiglia è formata soprattutto dall’amore. La cosa importante nelle scuole e che andiamo soprattutto per contrastare  i fenomeni di bullismo omofobico  e transofobico , entrambi due dinamiche molto sviluppate».

Ci sono stai episodi particolari ?

«Di recente ci sono state diverse aggressioni a Napoli: piazza Dante, piazza Monteoliveto aggressioni tutte avvenute ai danni della comunità omosessuale e in maniera particolare a coppie di ragazzi giovani. Napoli non è una città violenta e razzista, però credo che le nuove generazioni  un po’ per i media, fiction tra cui anche un “POSTO AL SOLE” sentono di poter vivere con maggiore serenità il proprio orientamento sessuale. Può accedere anche che una coppia stando mano nella man per strada può generare un atto di violenza. I casi stanno aumentando ma non perché Napoli o l’Italia sia diventata più omofoba  o si sveglia omofoba,  è perché per fortuna la comunità omosessuale si sta emancipando per cui fa più serenamente coming out sopratutto i giovani. Di conseguenza vivendo la propria omosessualità, si è esposti a rischio dell’aggressione di turno ed è per questo che ci ritroviamo sul tema della strettissima attualità  e condanno le dichiarazioni del sindaco di Scafati perché lui rappresenta il primo cittadino di una comunità  e non può permettersi di generare tanto odio. Ha legittimato in una dichiarazione e parlando di contro natura l’odio nei confronti della comunità omosessuale. Quindi un sindaco con la fascia tricolori rappresentato come primo cittadino non può fare una dichiarazione sul proprio social network che crea una rottura sociale  e espone i suoi cittadini alla violenza, si deve dimettere perché non fa buona politica  sul territorio e questo porta a creare dei problemi ai suoi cittadini. L’ha fatta in maniera volontaria e premeditata e politicamente ottusa a punto tale da fare dichiarazioni di una gravità inaudita che avranno delle ripercussioni sulle comunità».

Cosa rappresenta il progetto “DiverCity”?

«DiverCity è promosso dal comune di Napoli nell’ambito del POR Campania FSE 2007/2013  ed è realizzato da: Università Federico II che prevede ampio programma di attività di ascolto, formazione , comunicazione e ricerca con l’obiettivo di favorire l’inclusione ed il sostegno delle persone LBGT che soffrono di coinvolgimento nella sfera sociale e lavorativa. Il progetto promuove i principi di affermazione di piena cittadinanza e dignità delle persone omosessuali e transessuali. e il contrasto ai fenomeni di omofobia, transfobia, bullismo omofobico».

A San Giorgio è stato eletto un sindaco omosessuale. Cosa ne pensi?

«La sociologia ci dice che dal 5 al 10% della popolazione è omosessuale. Ci sono 92 comuni dell’area metropolitana di napoli e ci dovrebbero essere 4/9 sindaci omosessuali. Giorgio Zinno primo sindaco omosessuale al momento. Lui non ha mai fatto mistero ne in fase pre-elettorale ne in fase post elettorale, dichiara serenamente di avere un compagno. Quindi non è la prima volta che al sud ci sono politici che dichiarano serenamente la propria identità sessuale, per esempio avevamo due governatori omosessuali: Crocetta e Vendola in Puglia e Sicilia. Prima di Giorgio Zinno non omosessuale,  il sindaco più illuminato d’Italia sui diritti LGBT è Luigi de Magistris  che è stato il primo sindaco di una grande città ad aver trascritto i primi matrimoni contratti all’estero, e ha permesso progetti nelle scuole e l’ha fatto rischiando sul personale ma anche  politicamente, ci ha messo la sua faccia e credo che sia veramente il sindaco più illuminato».

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