Museo Ferroviario di Pietrarsa: primo Open Day da favola

Fiumi di visitatori, turisti e curiosi per la riapertura straordinaria del sito museale di Pietrarsa a Portici (Na), avvenuta dopo una prima fase d’importanti lavori di restauro e riqualificazione. Per l’occasione ingresso speciale a prezzo ridotto, visite guidate, laboratori culturali e spettacoli. Suggestivo l’arrivo a bordo del “Pietrarsa Express” dei visitatori giunti dalla stazione Centrale di Napoli, che hanno potuto ripercorrere sullo storico convoglio il primo tratto di ferrovia in Italia.

Nei giorni scorsi il Museo ha ospitato anche gli Stati generali del turismo sostenibile promossi dal Mibact, conclusi con la partecipazione del ministro Dario Franceschini, l’Ad delle Ferrovie dello Stato Michele Mario Elia, del presidente nazionale Coldiretti Roberto Moncalvo, del Governatore De Luca e dei Sindaci della città metropolitana De Magistris e di Portici Nicola Marrone. Durante l’incontro è stata firmata la “Carta di Pietrarsa”, un protocollo d’intesa Mibact-Coldiretti per valorizzare e promuovere il turismo agroalimentare nei circuiti nazionali di eccellenza.

PietrarsaPIETRARSA ÈUn affascinante viaggio nel tempo tra le locomotive e i treni che hanno unito l’Italia dal 1839 ai nostri giorni, in 170 anni di storia delle Ferrovie italiane. È questa l’esperienza che regala ai visitatori di ogni età il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa. Un museo diverso, aperto alla curiosità dei giovani e di tutti coloro che vedono nel treno uno strumento insostituibile per il futuro del trasporto pubblico. Pietrarsa è uno dei luoghi simbolo della storia delle Ferrovie dello Stato, un ponte teso tra passato e presente che congiunge idealmente la Bayard ai sofisticati e velocissimi treni dell’Alta Velocità. Adagiato tra il mare e il Vesuvio, con una spettacolare vista sul Golfo di Napoli, il Museo è stato allestito, dopo accurati interventi di restauro conservativo, in uno dei più importanti complessi di archeologia industriale italiana: il Reale Opificio Meccanico, Pirotecnico e per le Locomotive, fondato da Ferdinando II di Borbone nel 1840. Una sede espositiva unica nel panorama nazionale che, per la suggestione degli ambienti e la ricchezza dei materiali conservati, rappresenta uno dei più importanti musei ferroviari d’Europa. Il Museo è stato inaugurato nel 1989. Si sviluppa su un’area di 36mila metri quadrati, di cui 14mila coperti. All’esterno si erge la grande statua in ghisa di Ferdinando II (ora in fase di restauro). Alta più di 4 metri e fusa nell’Opificio nel 1852, ritrae il sovrano che ordina con gesto regale la fondazione delle Officine e sembra vegliare soddisfatto sulla sua preziosa creatura.

Attualmente il Museo, fino al 1975 in funzione come officina per le riparazioni dei convogli, conta appena 10mila visitatori l’anno, pochi per “un posto unico al mondo di archeologia industriale così raffinato”, secondo il presidente della Fondazione Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, lanciando l’obiettivo di portare nel 2016 a 100mila il numero degli ingressi. Traguardo che merita di essere raggiunto per la qualità, la bellezza e l’importanza che rappresenta Pietrarsa, incastonata in un tratto di provincia napoletana non semplice da raggiungere, ma che può godere della vicinanza del mare per far giungere i visitatori direttamente dal mare e del piano di restauro ed utilizzo delle strutture per renderlo centro di svariate attività ed eventi. L’open Day di questi giorni, con le migliaia di presenze registrate, ne è solamente un piccolo assaggio del suo grande potenziale.

UNICA DIREZIONE: SVILUPPO DI CULTURA E TURISMO AL SUD“Bisogna modificare l’offerta turistica e lavorare sulle potenzialità enormi nel Mezzogiorno ed in particolar modo in Campania”, afferma Franceschini, avviando una riflessione programmatica proprio sul settore turistico, il volano che può far decollare azioni mirare e strategiche per uno sviluppo sostenibile al sud. Dello stesso parere l’Ad di FS: “Basti pensare che In Italia ci sono 1750 chilometri di rete ferroviaria dismessi che possono rappresentare un’opportunità per quanti vogliono costruire qualche cosa intorno”.

Il tour porticese del ministro è proseguito con la visita alla Reggia borbonica che, tra grandezze e crepe, si presenta come un capolavoro degradato che stona con la fastosità dei luoghi. Un sito completamente da rivalutare ed offrire al territorio.

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