Monte Epomeo: la vetta più alta di Ischia

Il Monte Epomeo rappresenta la montagna più alta dell'Isola d'Ischia, raggiunge infatti 780 m. di altezza. Diversamente da quello che si è creduto fino agli inizi dell'ultimo secolo l'Epomeo non è un vulcano, ma una zolla di crosta terrestre sollevata dalla profondità del fondo marino.

Monte Epomeo
Monte Epomeo

Il Monte Epomeo rappresenta la vetta più alta dell‘isola d’Ischia, con i suoi 780m di altezza. Diversamente da quanto si possa erroneamente pensare, il Monte Epomeo, non è un vulcano, bensì una zolla di crosta terrestre sollevata dalla profondità del mare. L’isola d’Ischia, si formò con il sollevamento vulcanico del Monte Epomeo, oggi tradizionalmente chiamato Monte San Nicola, detto dai Greci Epopeo, cioè «luogo da cui lo sguardo spazia tutt’intorno». Non potrebbe esserci definizione più valida e che spieghi meglio tale immaginario. Dalla vetta del Monte Epomeo, infatti, è possibile ammirare tutto intorno, l’isola d’Ischia, respirando aria pura ed incontaminata. Uno scenario mozzafiato che ripaga lo sforzo compiuto per raggiungere il Monte Epomeo.

Una volta raggiunta la cima dell’Epomeo, si noteranno subito, un ristorante ed una piccola chiesetta dedicata all’eremo San Nicola; è questo uno dei motivi principali per i quali, la vetta del Monte Epomeo, viene definita dagli ischitani, con l’accezione di San Nicola.

In inverno solo per pochissimi giorni la vetta dell’Epomeo resta innevata, gli isolani dicono quindi: “San Nicola si è messo la barba bianca”.

Il Monte Epomeo rappresenta un vero e proprio fiore all’occhiello dell’isola d’Ischia; molti abitanti dell’isola lo definiscono una bellezza senza tempo, dove, grazie ad una escursione immersi nella natura, attraverso dei sentieri vestiti di verde, è possibile ammirare un luogo incontaminato e perso nel tempo.

La bellezza del Monte Epomeo, è citata sin dall’antichità, da filosofi e studiosi, che ne hanno cantato la straordinaria magnificenza. Strabone ne parlò nella sua Geografiacosì. Ma non solo, anche, Camillo Eu-cherio de Quintiis, cantando l’isola nel suo poema Inarime seu de bal-neis Pithecusarum, oltre a celebrarne le caratteristiche morfologiche e naturali, afferma la posizione centrale dell’Epomeo.  In realtà, la teoria di Strabone si rifà a quello che potrebbe essere considerato un “mistero”, ossia la possibilità della terra cava, in questo caso Ischia, della quale il centro è rappresentato dal Monte Epomeo. A tal riguardo sono state formulate diverse ipotesi, nulla è certo e ovviamente la teoria è a libera interpretazione, pur suscitando una forte curiosità e conferendo alla storia del celebre Monte Epomeo, una identità ancor più interessante.

Il Monte Epomeo è frequentato soprattutto d’estate, sia dai numerosi turisti che visitano l’isola d’Ischia, sia dai cittadini dell’isola, che raggiungono la vetta per una gita, una scampagnata, ma anche per ammirare i colori propri dell’alba o del tramonto. Lo scenario è suggestivo; il tufo verde, la fitta vegetazione, la leggera foschia che quasi fa da padrona, le piante aromatiche, i fiori, gli elementi del sottobosco, rendono l’atmosfera quasi fiabesca.

Per quanto concerne il nome, Monte Epomeo o San Nicola, sembra che la voce Epomeo, negli ul-timi decenni, è ormai penetrata stabilmente anche nel parlare degli isolani, tanto che oggi soltanto i contadini anziani usano ancora la genuina denominazione locale di San Nicola, derivata dalla chiesa del santo scavata nel tufo della vetta.

 

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