Monitoraggio di aneurismi grazie ad un nanosensore

In sperimentazione un nuovo dispositivo per il trattamento degli aneurismi cerebrali, lo stent flow-diverter, dispositivo wireless per il trattamento ed il monitoraggio degli aneurismi.

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Aneurismi cerebrali e stent flow-diverter

Gli aneurismi cerebrali sono malformazioni vascolari delle arterie cerebrali che portano al rigonfiamento di vasi sanguigni del cervello, causa spesso di emorragie cerebrali.
Tuttavia il 90% degli aneurismi cerebrali oggi può essere trattato, grazie all’inserimento di uno stand nell’inguine, guidato poi fino all’arteria cerebrale interessata.

La percentuale di casi destinati alla chirurgia invasiva si restinge quindi al 10%.

Si è diffuso negli ultimi anni l’utilizzo dello stent flow-diverter, ossia una guaina metallica che ricostruisce la parete del vaso sanguigno evitando che la cavità aneurismatica sia inopportunamente stressata. Questa è diventata una tecnica di routine presso i centri specializzati, essendo indicata per il trattamento degli aneurismi non rotti di media e grande dimensione.

Il flow-diverter, di forma cilindrica, è costituito da maglie metalliche che deviano il flusso sanguigno, ha dimensioni nanometriche, il sensore del flow diverter, può subire un’enorme compressione durante l’inserimento del meccanismo, espandendosi del 300/400% una volta raggiunto il loco di posizionamento. Nei casi di “aneurisma gigante”, invece, si procede all’inserimento di spirali metalliche, dette coil, che prevengono la rottura accidentale.

 Il dispositivo “wireless” permetterà di misurare i cambiamenti del flusso sanguigno all’interno dell’aneurisma.

Il professore della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pittsburgh, Younjae Chu, ha dichiarato che “Nessun flow diverter presente in commercio fornisce un monitoraggio quantitativo e real-time dell’emodinamica all’interno della sacca aneurismatica cerebrale. Attraverso la collaborazione con il gruppo del Dr. Yeo del Georgia Institute of Technology, abbiamo ideato un flow diverter smart che può monitorare attivamente le alterazione del flusso durante e dopo la procedura chirurgica”.

Il sensore è ancora in piena sperimentazione, ma una tale innovazione tecnologica porterebbe ad un enorme progresso in ambito medico, apportando dei vantaggi sia per il paziente, sia per il sistema sanitario.

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