Marcia per la legalità e la vivibilità a Napoli

Si scende in strada per dire “NO ALLA VIOLENZA" nelle strade napoletane.

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Comitato per la Quiete Pubblica e la Vivibilità Cittadina

La vivibilità di Napoli è minacciata da episodi di criminalità sempre più frequenti: accoltellamenti, sparatorie, spaccio, atti vandalici. Si scende in strada per dire “NO ALLA VIOLENZA”  nelle strade napoletane.

A scendere in campo stavolta sono i cittadini napoletani, stanchi dei continui episodi di violenza inaudita per le strade napoletane.

La manifestazione, prevista per Sabato 13 Gennaio ore 10:30, è organizzata dal Comitato per la Quiete Pubblica e la Vivibilità Cittadina ed ha come obbiettivo quello di rivendicare i diritti dei cittadini, spaventati ed esasperati dall’invivibilità e dall’illegalità della città partenopea, soprattutto dopo la gravità degli ultimi eventi.

La marcia, inizialmente prevista per il periodo delle feste natalizie, è stata posticipata al mese di Gennaio, proprio per preservare quel clima tanto atteso di pace e serenità che caratterizza il Natale, durante il quale però non sono mancati i problemi.

L’episodio di Arturo in Via Foria, i raid continui nella Galleria Umberto di Napoli, gli accoltellamenti, le occupazioni di suolo ed i parcheggiatori abusivi, rifiuti gettati senza alcuna accortezza, la città sporca e le periferie abbandonate a loro stesse, notti insonni per ciò che viene definito “diritto al divertimento”, sono il segno del fatto che c’è una fetta di cittadini napoletani che sta prendendo il sopravvento, che pensa la città come un bene di consumo, rendendo la vita impossibile agli altri concittadini, nella evidente consapevolezza di restare impuniti.

L’iniziativa della marcia proviene da quei cittadini che hanno a cuore la sicurezza del proprio popolo e la vivibilità dei propri luoghi; cittadini potenzialmente liberi, stanchi di sopportare indifferenza e di vivere in una città invivibile dove dilaga l’illegalità e manca un sentimento di solidarietà verso quelli che restano schiacciati dalla prepotenza degli altri.

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