L’uomo, animale socialmente diverso

Gli esseri umani hanno sempre intrattenuto con altri individui un rapporto e questo influenza molto il proprio modo di essere.

Henri Matisse, La danza_XXI secolo_ Casale Mariagrazia
Henri Matisse, La danza

“L’uomo è un animale sociale”, scriveva Aristotele, noto filosofo greco, nel IV secolo A.C., nella sua opera intitolata “Politica”. L’essere umano fin dall’antichità mostrava l’esigenza di aggregarsi con altri individui per costituire le prime forme di società arcaiche. Anche Darwin osservò la dinamica sull’esempio del branco, in ambito animale, notando che nella lotta per la sopravvivenza, ogni animale avverte la necessità di avere al suo fianco altri animali, suoi simili, per sentirsi difeso e protetto. Darwin definì questa dinamica simpatia (dal greco sympatheia, parola composta, letteralmente “patire insieme”, “provare emozioni con…”), ovvero un sentimento che un animale prova per altri animali della sua specie.

Gli esseri umani hanno sempre intrattenuto con altri individui un rapporto, si può parlare di amore, di amicizia, di rapporti lavorativi o sociali, di semplice conoscenza, in base ai diversi sentimenti provati per l’altro. Nel mondo c’è una moltitudine di esseri umani diversi tra loro per alcuni fattori sociali e fisici, ma soprattutto per il loro pensiero, risulta infatti molto difficile comprendere ciò che gli altri possano pensare.

Il pensiero su una determinata cosa, in ogni essere umano, può maturare dalle esperienze personali quotidiane che si affrontano fin dalla nascita, essere fortemente influenzato dal contesto in cui si vive e si cresce. Il contesto familiare è sicuramente quello più importante, perché è lì che un essere umano inizia la sua formazione, in cui gli vengono impartite delle regole che dovrà rispettare per convivere nella società insieme con altri simili. Il contesto familiare rapportato al contesto sociale, è una realtà molto ristretta e limitata, poiché trascorrendo più tempo con la propria famiglia, si assimileranno precisi modi di vedere e affrontare le cose, che l’essere umano crederà essere giusti, considerando strani i modi di agire altrui. Questa potrebbe considerarsi una delle principali cause di rottura nei rapporti interpersonali. Molte volte capita di intrattenere rapporti di vera amicizia o di vero amore con persone che sembra si conoscano bene, di cui sembra potersi fidare, ma quando si scende più a fondo, analizzando ogni parola, ogni gesto, esse si scoprono diverse, ambigue, strane quasi “pericolose” alla nostra persona. In questi momenti molto spesso, si reagisce discutendo per poi allontanarsi, ponendo fine a un’amicizia o a un amore , ma non fine alla conoscenza.

Evitando di inscenare drammi su drammi, sarà difficile, quasi impossibile considerare estranea quella persona che ha partecipato al nostro gioco della vita, ovvero quello di intrecciare relazioni, che è proprio dell’essere umano. Usando anche un minimo di oggettività, si potrà accettare la scelta di chi si sarà allontanato per una presa di coscienza di possedere un modo diverso di affrontare le esperienze quotidiane, analizzando il soggetto e la sua soggettività nei precisi contesti in cui è inserito e che lo circondano.

 

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