L’Italia finalmente diverte

L'Italia di Roberto Mancini inverte la tendenza ed avvicina nuovamente i tifosi alla nazionale.

La passione si sa deve essere alimentata e ultimamente l’Italia del calcio non si è sforzata più di tanto per chiamare a se  la grande maggioranza di tifosi , che si sono dovuti sorbire le indecenti prestazioni dell’ultima e fallimentare gestione della sua nazionale di calcio. Si diceva che Gian Piero Ventura con i suoi gravi errori aveva scoperchiato una pentola che stava sul fuoco e che dentro non aveva nulla da cucinare, come a dire che il materiale umano, cioè i calciatori che aveva a disposizione erano lontani parenti delle vecchie generazioni di giocatori che hanno regalato,ad esempio, il grande successo mondiale del 2006. Ma allora perchè prima e dopo la sua gestione, gli azzurri hanno regalato ottime prestazioni e talvolta entusiasmato, vedi l’Europeo di Antonio Conte, mentre con lui abbiamo maturato la più grande umilazione di questo secolo (un secolo piuttosto giovane a dire il vero)? Roberto Mancini, eccezion fatta per le prime due-tre partite, che gli sono servite per capire dove mettere le mani, sta dimostrando di avere le idee un po più chiare del suo predecessore che ahi-lui decideva poco, male e verrebbe da pensare, non di testa sua. Questa, per carità, può essere solo un opinione ma in quale altro modo si riesce a spiegare quel macchiettistico siparietto che vide protagonista il CT e De Rossi sulla opportunità del suo ingresso in campo nella partita più importante, con la Svezia? Fortunatamente sembra possa esserci la chance di voltare pagina grazie ad un futuro che è legittimo sperare migliore, con un Commissaro Tecnico che non si inventa alchimie tattiche che non sono nelle corde degli atleti a disposizione e che per la sua nomina non deve ringraziare nessuno se non la federazione, che legittimamente lo ha scelto. Tecnicamente poi, ce la siamo davvero goduta nel primo vero impegno di queste gare di qualifica, contro la Bosnia di Dzeko e Pjanic che ha impegnato i nostri, mettendoci dentro la solita voglia supplementare che gli amici, avversari slavi in genere sembrano aggiungere quando si tratta dell’Italia e che ha dato pepe ad un’incontro che è stato nobilitato da due gesti tecnici, uno di Insigne e l’altro di Verratti che da soli sarebbero bastati per il costo di un abbonamento annuale di partite della nazionale. Una nazionale tonica, che ha ancora da lavorare e il primo tempo sta lì a dimostrarlo, ma che non deve precludersi nulla, visto lo scenario internazionale decadente che non vede squadre-colosso ergersi a mattatrici sia a livello europeo che mondiale.

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