L’immunodeficienza felina

XXIsecolo_FIV
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L’immunodeficienza felina è una patologia virale con cui una discreta percentuale di gatti, in particolare se di origine randagia, deve fare i conti.

La malattia è assimilabile a grandi linee all’HIV dell’uomo pur non costituendo in alcun modo un rischio per le persone.
I gatti si infettano principalmente attraverso il liquido seminale ed il sangue delle ferite causate spesso da morsi di conspecifici. In seguito alla penetrazione nell’organismo il virus, appartenente alla famiglia Retroviridae, genere Lentivirus, raggiunge i linfonodi e replica nelle cellule del sistema immunitario alterandone e spesso compromettendo significativamente l’efficienza dello stesso.

Il gatto infettato può ammalarsi e manifestare un corredo sintomatologico che include febbre, aumento di volume dei linfonodi, diarrea, scolo oculare e nasale, inappetenza. I sintomi sono aspecifici e riconducibili principalmente alla condizione di immunodepressione indotta dal virus, pertanto ascrivibili a sovrainfezioni di tipo batterico, endo/ectoparassitario, virale.
Spesso i gatti positivi alla FIV risultano tali anche alla FELV, leucemia felina, il cui agente patogeno è un virus dalle caratteristiche simili a quelle dell’immunodeficienza.

La diagnosi è ottenibile da un campione ematico mediante test immunoenzimatici o molecolari.
Le terapie proposte, dagli alterni successi, includono, secondo la condizione del soggetto, trattamenti con interferone o AZT.
E’ importante, piuttosto, tutelare i gatti affetti da FIV sottoponendoli almeno ogni 6 mesi a visita clinica, esami coprologici ed altri test di volta in volta ritenuti opportuni e preservandoli da stress che potrebbero favorire l’insorgenza di patologie secondarie.
Se l’animale ha la possibilità di uscire all’aperto e di incontrare altri gatti o con essi conviva è fortemente consigliata la sterilizzazione. Ciò è particolarmente valido per i maschi che spesso ingaggiano lotte e che pertanto sono più a rischio di ferirsi tramite morsi. La sterilizzazione riduce l’aggressività e quindi i rischi di infezione.
Non è al momento disponibile in Italia un vaccino che protegga dall’immunodeficienza felina.

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1 COMMENTO

  1. […] La diagnosi è effettuabile mediante prelievo ematico ricorrendo alla ricerca diretta del virus o degli anticorpi. La scelta del test più appropriato dipende dal singolo caso clinico in quanto la positivizzazione ai test di ricerca anticorpale può avvenire diverso tempo (settimane o mesi) dopo la sospetta infezione. Si segnala la positività contemporanea di molti gatti al virus dell’immunodeficienza felina, FIV. […]

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