L’artrosi

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L’osteoartrosi è una patologia degenerativa delle articolazioni tipica dei soggetti di età avanzata ma anche di quelli obesi o affetti da patologie congenite.

Le superfici ossee coinvolte in un’articolazione sono rivestite da cartilagine e tra queste è presente un liquido lubrificante e nutritivo per le cellule cartilaginee definito “liquido sinoviale”. La presenza di questi elementi impedisce il diretto contatto tra le ossa.

Con l’avanzare dell’età l’efficienza di questo sistema agevolante la meccanica del movimento tende progressivamente a diminuire. La deposizione di matrice cartilaginea è minore, come anche la produzione di liquido sinoviale. Ne consegue che i capi articolari ossei entrino in diretto contatto, sfregando durante il movimento, erodendosi e generando dunque infiammazione e dolore, quindi zoppie di variabile intensità.

Anche l’eccessiva pressione su un’articolazione, nel tempo, può portare alle medesime alterazioni; tipicamente ciò avviene negli animali in sovrappeso. Nei soggetti affetti da patologie articolari congenite, tra le quali la displasia del gomito e dell’anca, l’osteoartrosi si instaura rapidamente anche in pazienti di giovane età.

Nei cani, a seconda della razza, le sedi anatomiche maggiormente colpite sono differenti. Un’elevata percentuale di gatti, dopo i 10 anni di età, tipicamente presenta osteoartrosi a livello delle vertebre; i felini tendono a saltare meno ed a dormire di più. I conigli, che pure presentano in età avanzata problemi a livello di colonna vertebrale, possono avere difficoltà a raggiungere l’ano per effettuare la ciecotrofia, con gravi conseguenze coinvolgenti la funzionalità digestiva.

La diagnosi è effettuabile dopo valutazione clinica ed esami radiografici delle articolazioni coinvolte.

Non esiste una terapia risolutiva per l’artrosi, benchè in alcuni distretti anatomici sia possibile ricorrere a chirurgie tra le quali a titolo di esempio si riporta l’asportazione della testa del femore. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, si somministrano antinfiammatori non steroidei per periodi medio-lunghi, se compatibili con le condizioni di salute dell’animale.

Importante per preservare le cartilagini è anche l’utilizzo di integratori contenenti condroitina e glucosamina. Sempre più frequentemente si fa ricorso ad estratti vegetali ad attività antinfiammatoria al fine di ridurre i dosaggi dei farmaci antinfiammatori convenzionali.

E’ consigliabile stimolare un esercizio moderato nell’animale in quanto il movimento stimola la produzione di liquido sinoviale. Fondamentale è anche la prevenzione dell’obesità.

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Collaboratore XXI Secolo. Medico Veterinario specialista in patologia aviare e del coniglio (Napoli).

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