L’arcobaleno su tela

La bellezza è di sicuro uno degli elementi fondamentali nella vita di ognuno.

Ammirare qualcosa che definiamo “bello”, ci trasmette benefici impulsi e ci proietta in uno stato di grazia: “la meraviglia”.

La bellezza di un paesaggio, di una donna, ci è naturalmente donata dalla vita; esiste però una bellezza costruita, che inevitabilmente passa per l’arte, qualsiasi tipo d’arte.

Le arti figurative occupano di certo un posto di rilievo, sicché talvolta si resta semplicemente incantati davanti ad un’opera di architettura, nell’ammirare una scultura o un quadro.

È esattamente quello stato di grazia che personalmente mi ha avvolto nel visitare la recente Mostra tenutasi nel “Salone delle carceri Regina Giovanna” all’interno di Castel dell’Ovo a Napoli.

Allestita da molteplici Maestri, tutti di notevole rango.

Sono stato catturato da un quadro in particolare: un vero e proprio arcobaleno impresso su tela, raffigurante Piazza del Plebiscito in Napoli.

Avvicinatomi al Maestro Riccardo Minervino gli ho chiesto il perché di quella tela e cosa lo avesse spinto a realizzarla.

«Napule è mille culure,
cantava il grande Pino Daniele, e ho sempre pensato che avesse ragione.
Nel pensiero comune, Napoli ha i colori del mare, del cielo, del sole, ma ci sono anche quelli dell’anima, della passione, della sensualità, del riscatto, della contraddizione, ma anche del dolore. Tinte che si possono racchiudere idealmente in quella unica, inequivocabile, della vita.
Le mie opere sono la rappresentazione del mio sguardo interiore. Uno sguardo che rifiuta di contemplare in modo univoco una città i cui aspetti sono filtrati, inevitabilmente, dall’emozione.
Suoni, sapori, odori, diventano impulsi che con fervore prima si sublimano e poi si canalizzano, con pacatezza, sulla mia tela come una magnifica ossessione
».

È stata la sua risposta.

Effettivamente Napule è mille culure, sono i colori che risiedono nell’anima e nel cuore di un popolo talvolta contraddittorio. Il Maestro Minervino, attraverso i pennelli riesce in maniera egregia a esternarli e mentre un gruppo di turisti varca meravigliato la soglia del Salone, l’artista aggiunge «Per me la pittura è il mezzo con cui riesco ad esprimere me stesso, è il naturale veicolo delle mie emozioni, dei sentimenti che provo»

Nell’osservare i dipinti, tutti arcobaleni su tela mi convinco della bontà dell’artista.

Gli occhi gli brillano.

«Quando ha scoperto di questa sua passione?» gli chiedo.

«La passione per la pittura è dentro di me sin dall’infanzia; da piccolo amavo osservare e disegnare tutto ciò che mi circondava» mi risponde.

«Il suo prossimo impegno?» gli chiedo ancora.

«Alcuni miei dipinti saranno esposti fino al 13 novembre prossimo presso la “Fonoteca” di Via Morghen a Napoli. È un locale per incontri di natura culturale e artistica».

L’attrazione è stata tale che ora una delle sue tele, raffigurante San Gennaro di spalle che osserva il Vesuvio è in bella mostra a casa mia. Mi trasmette gioia.

L’arte è questa, è la bellezza, è la chiave di accesso a stati d’animo eccellenti; ciò che è bello migliora l’umore, innesca sorrisi.

Lo saluto e con il “mio” San Gennaro avvolto in carta velina, m’incammino per il Borgo, raggiungo il lungomare. Il naturale arcobaleno di colori di quella tela che è Napoli mi avvolge, mi viene in mente una frase che ricordo di aver letto “Non mi importa di morire all’inferno, tanto in Paradiso ci sono nato”, condivido; mentre osservo le onde del mare accarezzare con dolcezza le ghiglie delle barche.

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