La Federico II consegna a Totò la Laurea Honoris Causa

Il 5 Aprile, nell'Aula Magna dell'Ateneo, verrà conferita al grande attore napoletano una Laurea in Discipline della Musica e dello Spettacolo. L'evento anche in diretta TV il 15 Aprile su Rai2, durante una trasmissione ideata da Renzo Arbore e dedicata interamente al principe De Curtis, a 50 anni dalla sua scomparsa.

«Al mio funerale sarà bello assai perché ci saranno parole, paroloni, elogi. E mi scopriranno un grande attore: perché questo è un bellissimo Paese, in cui però per venire riconosciuti qualcosa, bisogna morire». Aveva già capito tutto. Aveva sempre ragione, Totò. Chissà cosa direbbe oggi il principe della risata. Oggi che la Federico II di Napoli, su proposta di Renzo Arbore, sta per conferirgli la Laurea Honoris Causa in Discipline della Musica e dello Spettacolo, Storia e Teoria.

Sarà proprio il maestro Renzo Arbore, da sempre ammiratore di Totò, a consegnargli idealmente il prestigioso titolo con uno spettacolo su Rai2 il 15 Aprile, in occasione del cinquantesimo anniversario dalla scomparsa del grande attore napoletano. Una serata d’onore che andrà in onda dall’Auditorium Rai di Napoli, condotta da Serena Rossi, e alla quale prenderanno parte il Rettore della Federico II Gaetano Manfredi, il vice-rettore Arturo de Vivo, Matteo Angelo Palumbo docente di letteratura italiana, e ovviamente Renzo Arbore, che ha suggerito all’ateneo di usare il conferimento della laurea come “cammeo” all’interno della trasmissione.

“Un titolo alla memoria di uno dei più grandi artisti di tutti i tempi, che ha incarnato e portato sullo schermo tutte le sfaccettature dello spettacolo: dalla mimica alla comica, che gli riuscivano particolarmente spontanee, a quella teatrale e cinematografica, acquisite da una lunga esperienza personale che Totò ha vissuto e saputo catturare. Una cultura che rispecchia anche una napoletanità nobile, che nella sua carriera artistica e sociale, ha sempre rappresentato in maniera naturale“. Così racconta l’iniziativa Renzo Arbore, che il 5 Aprile alle ore 12, nell’Aula Magna Storica dell’Ateneo, presiederà alla conferenza ufficiale della “Laudatio“. “Totò – sottolinea Arbore – ha cavalcato tutti gli ambiti della recitazione e dell’umorismo. Un attore davvero completo. Penso quindi, che non ci sia persona più meritevole di ricevere una laurea alla memoria, quasi unica nel suo genere”.

“Totò – ricorda Gaetano Manfredi, Rettore della Federico IIè stato senza dubbio uno dei più grandi interpreti dello spettacolo comico teatrale e cinematografico italiano, lasciando contributi incisivi anche come drammaturgo, poeta, paroliere e cantante. Il suo impegno come attore, la sua strepitosa indimenticabile maschera, hanno saputo attingere alla grande tradizione della commedia dell’arte, ma anche sfruttare la relazione strettissima tra marionetta e corpo umano, teorizzata e praticata dalle avanguardie storiche. Totò ha saputo mettere in scena a teatro, a cinema e in televisione, la tendenza tipicamente italiana del secondo dopoguerra alla fusione tra ‘popolo’ e ‘piccola borghesia’, ancora attratta dalla vecchia aristocrazia: ecco come nasce ‘il principe De Curtis‘ “.

“Il contributo di Totò forse più decisivo – sottolinea Arturo De Vivo, vicerettore dell’Ateneo – è stato quello offerto alla storia e alla coscienza linguistica italiana. La vulcanica creatività di Totò ha infatti consegnato all’italiano neologismi fortunati (si ricordino le “pinzillacchere”), esilaranti giochi linguistici, motti di spirito, alterazioni e deformazioni lessicali capaci di esilaranti parodie di tutti i luoghi comuni. Una magistrale e fortunata lezione di acrobazie verbali e fisiche, di grande possesso dello spazio scenico, di travolgenti esibizioni comiche, ma anche di commovente, penetrante, tragica umanità consegnata ad alcuni film tra i più preziosi della cinematografia italiana, come ‘Guardie e Ladri’ di Steno e Monicelli, ‘Napoli Milionaria’ di Eduardo, ‘I soliti ignoti’ di Mario Monicelli, ‘L’oro di Napoli’ di Vittorio De Sica, ‘Uccellacci uccellini’ di Pierpaolo Pasolini“.

Protagonista di quasi 100 film e di più di 200 tra spettacoli e avanspettacoli, la produzione di Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfiro-genito Gagliardi de Curtis di Bisanzio (questo il nome per esteso dell’attore che aveva origini nobili da parte di padre) risulta una delle più vaste di tutto il ‘900. Immenso il suo apporto all’arte, incalcolabile il valore di ciò che ci ha lasciato. Era riuscito ad ottenere perfino un riconoscimento in vita, la “Grolla d’Oro” premio alla carriera, che non andò mai a ritirare: non gli interessavano le onorificenze, nè tantomeno i premi della critica. Lui amava solo il popolo. Era la gente che voleva conquistare, far ridere, colpire al cuore. Probabilmente, nessuno più di lui ci è riuscito.

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