Italia ospita la ricerca sulla fusione nucleare

L'Europa punta sull'Italia per la ricerca in materia di fusione nucleare, sarà costruito proprio nella nostra penisola il supercomputer europeo finalizzato a tale ricerca. Questo, commissionato da Enea e Cineca, raggiungerà un esorbitante traguardo, potrà svolgere 8 milioni di miliardi di operazioni al secondo.

Supercomputer_21secolo_emanuelemarino
Supercomputer

Sarà realizzato in Italia il supercomputer commissionato da ENEA e CINECA per la ricerca europea sulla fusione nucleare, che sarà in grado di risolvere 8 milioni di miliardi di operazioni al secondo, 8 Pflops, grazie alla dotazione di processori di ultima generazione ultrapotenti.

ENEA e CINECA, acronimo di Consorzio Interuniversitario di Calcolo, hanno preso parte ad gara internazionale, aggiudicandosi la vittoria, al fine di  realizzare l’opera e condurre gli studi in Italia, dal 2019, per una durata complessiva pari a cinque anni, i due enti italiani saranno incaricati della fornitura di servizi computazionali ad alte prestazioni (HPC) e della conservazione di dati per il consorzio europeo per lo sviluppo dell’energia da fusione, EUROfusion. ENEA e CINECA dovranno gestire il supercalcolatore programmandolo per la simulazione numerica della fisica dei plasmi termonucleari al fine di attuare l’analisi strutturale dei materiali avanzati per applicazioni energetiche. Il supercomputer supporterà anche il progetto DTT,”Divertor Tokamak Test”, che sarà esaurito presso il polo di ricerca sulla fusione nucleare all’interno del Centro ENEA di Frascati.

La potenza di calcolo del suddetto supercomputer è quasi raddoppiata rispetto alla quella della precedente versione. Il supercomputer sarà essenziale per la ricerca europea sulla fusione non solo dal punto di vista della modellistica computazionale, del plasma e dei materiali, ma anche per la verifica dei risultati raggiunti in itinere. Il progetto europeo è finalizzato a dimostrare la riproducibilità del meccanismo di fusione nucleare sulla Terra, in maniera controllata, al fine di estrarre energia dal processo.

Il fine ultimo dello studio è la creazione di un reattore a fusione nucleare, stimata per il 2050, che sarà in grado di estrarre energia dalla fusione nucleare ed immetterla nella rete energetica domestica. La progettazione di tale reattore è già in corso, lo stesso è stato denominato DEMO.

Il supercalcolatore sarà un’appendice del MARCONI, il supercomputer italiano principale che con la sua potenza 16 milioni di miliardi di operazioni al secondo, 16 Pflops, si colloca al 18° posto nella lista dei 500 computer più potenti del mondo.

Print Friendly

LASCIA UN COMMENTO