Istat: boom di famiglie senza reddito da lavoro

In un’Italia dove il popolo lotta con tutte le forze per riprendersi dalla catastrofica crisi economica, sono più di un milione le famiglie senza reddito da lavoro. Questo è quanto emerge dalle ultime statistiche aggiornate dell’Istat. Numeri alla mano, la crescita nell’ultimo anno sarebbe stata pari al 18%, con oltre 175mila unità catalogate come “con tutte le forze in cerca di lavoro”. Il dato risulta ancora più spaventoso confrontando la situazione odierna con quella di due anni fa, dato che l’aumento della disoccupazione oggi risulta essere pari al 50%, attestandosi precisamente al 56,5%.

Sono anni che questo problema risulta essere all’ordine del giorno. Situazioni che diventano man mano più critiche, soprattutto quando a subirne i danni sono le coppie con figli, oggi più di mezzo milione in cerca di lavoro; oppure i nuclei monogenitoriali, più di 213mila unità, dove a dover badare all’intera faccenda è un solo adulto, sempre più spesso la mamma.
Si tratta di case dove non circola denaro per mezzo del lavoro e dove quindi le risorse per sopravvivere devono essere cercate in altre fonti di reddito, diverse dalla busta paga. Non è da escludere che ci siano situazioni più fortunate, magari di chi può contare su redditi da capitale, come le rendite da affitto o da indennità di disoccupazione, o ancora da redditi da pensione. In questo caso, sempre rifacendosi ai dati Istat, i numeri risultano essere molto più marginali. Storie diverse quindi, unite solo dalla disperazione e dalla speranza in un futuro migliore. Un futuro che sempre più spesso viene messo da parte.

Tutto ciò ha ovviamente risvolti negativi soprattutto sui consumi, dato che gli italiani, in mancanza di entrate, cercano di risparmiare. Secondo Unimpresa, 5 famiglie su 7 hanno provato almeno una volta i discount nel primo trimestre di quest’anno, confermando una tendenza cresciuta a partire dall’anno 2013. Aumentano inoltre le persone che comprano prodotti alimentari e capi d’abbigliamento in negozi a basso costo. Gli acquisti low cost solo nel primo trimestre del 2014 risultano essere cresciuti del 60%. Tutto ciò ovviamente ha inevitabili negative conseguenze sui ricavi degli esercenti: secondo prime stime l’impatto sui conti potrebbe arrivare ad avere un’incidenza negativa del 65-70%.

A soffrire di più ancora una volta è il Mezzogiorno, con 598mila famiglie nelle quali coloro che sono forza lavoro risultano tutti disoccupati. Seguono il Nord che ne ha 343mila, e il Centro con 189mila.

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