Indetto il referendum abrogativo sulle trivelle

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Sono mesi ormai che si parla del cosiddetto referendum sulle trivelle. Infatti, gli italiani sono chiamati a votare il 17 aprile per esprimersi in merito alla questione trivelle. Il referendum è stato appoggiato da numerose associazioni, movimenti e da nove consigli regionali. Proprio lo scorso 10 Febbraio, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto sull’abrogazione relativo ai possibili danni che le trivelle possono causare.

Il referendum nel caso dovesse ottenere la maggioranza di voti positivi, determinerebbe l’eliminazione della legge. Lo scopo della votazione è quello di fermare le trivellazioni in mare. Abrogando tale norma, infatti, l’estrazione di gas e petrolio dalle coste marine non potrà più essere attuata. Votando si al referendum si impedirà l’inizio delle attività petrolifere e di trivellazione lungo le coste italiane.

Riportiamo il quesito del referendum che si chiede : «Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?».

Nel caso l’esito dovesse risultare positivo, la cancellazione sarebbe immediata e questo porterebbe al divieto assoluto di estrazione di gas e petrolio. Mentre se l’esito dovesse risultare negativo, il Governo avrebbe libera scelta sull’estrarre oppure no gas e petrolio.

L’estrazione del gas e del petrolio potrebbe causare danni alla fauna marina e di conseguenza comportare una minaccia per i mammiferi marini e per l’intero ecosistema, esseri umani compresi.

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