Il preservativo, il nemico numero uno dell’HIV

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Il 1 di dicembre oltre ad avvicinarci di 30 giorni all’inizio del nuovo anno è anche la giornata mondiale contro l’Aids. Varie sono le campagne pubblicitarie nate per sensibilizzare l’opinione pubblica, ma soprattutto i giovani. Sono sempre più gli under 30 ad ammalarsi del virus HIV e la ricerca sta giungendo sempre più a grandi risultati per stanare il virus.

Tra le varie campagne pubblicitarie, nate per la prevenzione c’è quella dall’azienda leader dei preservativi, la Durex  che ha lanciato una campagna #CondomEmoji proprio per sollecitare l’introduzione dell’immagine del profilattico nelle emoji. Lo scopo della società è quello di avvalersi di un linguaggio giovanile e diretto, sono soprattutto i ragazzi infatti, di entrambi i sessi che ancora oggi rimangono una fascia della popolazione che utilizza comportamenti a rischio per quanto riguarda i rapporti sessuali. Nell’eventualità che quest’immagine venga realizzata, verrebbe eliminato anche l’imbarazzo del chiedere o proporre l’uso del profilattico. Gli ideatori di tale immagine sono certi che ci sarebbe una rivoluzione nella comunicazione e condom non sarebbe più una parola imbarazzante ma diventerebbe un’arma per stanare la malattia simbolo degli anni ’80. Con l’invio di un condomemoji ci si capirebbe al volo, senza equivoci. Il Lazio, la Lombardia e il Piemonte sono le regioni che hanno registrato nel 2013 il più alto numero di diagnosi di HIV, anche sei i dati restano stabili non bisogna abbassare la guardia per informare e allertare la popolazione sessualmente attiva e in oltre una grande preoccupazione resta il ritardo nella diagnosi che procura un dato allarmante nella gestione delle cure.

“Il preservativo per arginare il diffondersi dell’Aids? E’ uno dei metodi” con questa dichiarazione, forse, Papa Francesco resta il testimone più grande per la prevenzione e per l’uso del preservativo.

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