Il discorso di Tajani su Mussolini

Durante un'intervista rilasciata ieri, 13 marzo, alla Zanzara su Radio 24, al presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, è stato chiesto cosa ne pensasse del duce del fascismo

Antonio Tajani è un politico e giornalista italiano, oltre che presidente del Parlamento europeo dal 17 gennaio 2017. Ieri, durante un’intervista su Radio 24, gli è stato chiesto cosa pensasse di Mussolini, duce del fascismo. La sua risposta ha però destato grande scalpore e innescato un gran polverone di polemiche.

Tajani ha risposto che Mussolini, fino a quando non ha dichiarato guerra al mondo, seguendo Hitler, fino a quando non si è fatto promotore delle leggi razziali, e ovviamente a parte la vicenda drammatica di Giacomo Matteotti, che fu rapito e assassinato dalle squadre fasciste, probabilmente per volontà del duce, ha fatto anche delle cose positive.

Per il presidente del Parlamento europeo quando qualcuno dà un giudizio storico deve essere comunque obiettivo e riconoscere non solo il marcio di quanto ha commesso quel personaggio, ma anche i benefici da lui realizzati. Mussolini ha realizzato le infrastrutture, ha fatto strade, ponti, edifici, impianti sportivi, l’istituto per la ricostruzione industriale, insomma, ha bonificato tante parti della nostra Italia. Tajani con questo elenco ha voluto sottolineare che, da un punto di vista di fatti concreti realizzati, non si può dire che Mussolini non abbia fatto nulla.

A queste parole, che hanno suscitato grande indignazione, Tajani è stato additato come fascista. In particolare, il presidente dell’Alleanza progressista dei socialisti e dei democratici ha definito incredibili tali affermazioni: “come può il presidente del Parlamento europeo negare così i caratteri del fascismo?”

Le affermazioni di Tajani sono state dunque manipolate. Egli dichiara, infatti, di essere sempre stato un’antifascista convinto e di non aver mai condiviso la dittatura, le leggi razziali e tutti gli orrori che il fascismo ha scaturito. Il presidente ha solo voluto far emergere, da un punto di vista oggettivo, ciò che il duce è comunque riuscito a realizzare per la nostra Italia.

 

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