Grumo Nevano: meningite ad una 21enne in fin di vita

La meningite continua a mietere vittime fra i giovanissimi: è il turno di una ragazza di ventun anni che è stata ricoverata presso ben tre ospedali, al fine di trovare un'adeguata cura al suo male

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Ospedale Cotugno

A Grumo Nevano si è registrato un altro caso di meningite, la vittima è la ventunenne M.I. che ha trascorso un’infernale notte in tre ospedali.

La ragazza è stata inizialmente ricoverata ad Aversa, in seguito a Caserta, e successivamente al Cardarelli. É  stata  poi trasferita d’emergenza al Cotugno nella notte tra domenica e lunedì.

La donna è in gravissimi condizioni di salute ed è intubata per un’ infezione contratta a causa del batterio Neissera di tipo C, alla ragazza si sono aggiunte altre tre vittime che stanno combattendo contro una diversa forma di meningite a causa di un batterio diverso: lo pneumococco, non contagioso e differente dal meningococco.

Il meningococco ha già strappato brutalmente la vita a tre persone dall’inizio dell’anno.

Il meningococco infesta le vie respiratorie di individui sani e asintomatici, si trasmette tramite secrezioni respiratorie.

È’ un germe particolarmente flebile e basta arieggiare le zone in cui è presente per eliminarlo del tutto, del virus esistono sedici diversi gruppi, ma solo sei di questi sono dannosi per la nostra salute e mettono a rischio la nostra vita.

Ad Aversa, le emorragie comparse sugli arti della ragazza hanno spinto i medici a voler effettuare un doppler, è stato però negato il suo immediato ricovero ed i genitori si sono così affrettati a dirigersi verso l’ospedale di Caserta, per chiarificare il quadro clinico della paziente.

Da Caserta la vittima è stata immediatamente trasportata al Cardarelli, ove uno specialista in medicina dell’emergenza ha riconosciuto i sintomi e i segni della malattia e ha fatto sì che la ragazza fosse trasferita d’urgenza al Cotugno.

Ricoverata in rianimazione e intubata, è stato stabilito che i tempi di guarigione sono ancora lunghi e che l’infezione è attualmente così diffusa in Campania come di conseguenza alla durata dell’epidemia influenzale che ha occupato un ampio margine temporale ed è stata principalemte causata da una decrescente vaccinazione.

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