“Il gigante buono”, quel titolo di troppo

Ieri, Massimo Sebastiani ha confessato l'omicidio della sua amica Elisa, ma il titolo di un articolo al riguardo ha fatto gridare allo scandalo

Italia, 8 settembre 2019, è scandalo.

Gli inquirenti sono finalmente giunti ad individuare il colpevole del delitto Pomarelli, che vedeva coinvolta la giovane Elisa. Massimo Sebastianelli, infatti, ieri avrebbe confessato tutto alla polizia.

Scoppiando in lacrime, Massimo ha raccontato di quella maledetta giornata a Piacenza in cui ha posto fine alla vita di un’amica di cui si è dichiarato follemente innamorato.

Non si sa ancora se sia stato tutto il risultato di un raptus, di un impeto sessuale o di un piano ben studiato, quel che è certo è che il caso va ad ampliare la già fin troppo lunga triste lista dei femminicidi italiani.

In particolare, il titolo di un articolo della redazione Il Giornale ha dato il via ad una polemica senza precedenti. Polemica che ha trovato nelle pagine del web la sua realizzazione più concreta.

È stata infatti criticata l’inadeguatezza di termini come “gigante buono” o anche “amore non corrisposto” per descrivere quello che, a detta di tantissimi italiani, non è altro che un delitto eseguito da un assassino, oramai destinato a pagare le sue colpe.

Sebbene l’articolo parlasse della doppia personalità di Sebastiani, l’intestazione ha suscitato non poco sdegno, dato che la parola amore va usata con molta cautela e risultava del tutto fuori luogo, in quel tipo di contesto.

Inappropriate quelle definizioni per gran parte della comunità digitale italiana, che grida allo scandalo e vorrebbe che ci fosse maggiore parità nel trattamento dei due diversi generi.

 

 

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