Gli ammutinati del Napoli.

Il Napoli non trova pace e per non farsi mancare nulla, prova a farsi male da solo.

Manca solamente il boato, ma la bomba è scoppiata e la muta deflagrazione potrebbe creare ingenti danni alla stagione degli azzurri. Ora, sembra tutt’altro che una guerra fredda anche se lo è stata, evidentemente, fino al termine di Napoli-Salisburgo (1-1) il cui epilogo, ha, in modo ulteriore, avvicinato il club agli ottavi della Champions e scoperto una frattura le cui dimensioni non potevano prevedersi e che, proprio per questo lascia esterrefatti. La squadra tutta, rappresentata dal portavoce e capitano Lorenzo Insigne –che ha comunicato la decisione a Edoardo De Laurentiis- ha disatteso l’ordine del presidente Aurelio, dato dopo Roma-Napoli di recarsi ancora, in ritiro a Castelvolturno. Un affronto che ha spiazzato l’ambiente tutto e in primis la società, che solo nella tarda  mattinata di mercoledì  ha diramato un comunicato nel quale dichiara che tutelerà in ogni sede i propri diritti economici, disciplinari e di immagine. Il tutto, condito da un rigoroso silenzio stampa precettato e puntualmente eseguito (questo si) dalla squadra. Il suddetto bollettino si chiude con una frase che, sicuramente per limiti nostri, non si riesce a decodificare:”si affida la responsabilità decisionale  in ordine alla effettuazione, di giornate di ritiro da parte della prima squadra all’allenatore della stessa Caro Ancelotti” (…mah). Tutto quanto (proviamo a capire), potrebbe svelare un tentativo di dare al tecnico un ruolo di intermediazione oppure inchiodarlo alle proprie responsabilità, dopo che lo stesso aveva dato parere negativo al ritiro (non sono d’accordo, ma mi adeguo…). Un vero e proprio rebus, di non facile soluzione che si aggiunge alle prove altalenanti della squadra che non sembra aver preso una decisione saggia per vari motivi. Primo fra tutti è, l’aver messo Ancelotti in una situazione alquanto scomoda (o era questo lo scopo?) che potrebbe portare ad estreme conseguenze (si fanno già alcuni nomi per un eventuale esonero); poi, in caso di risultati negativi, subire la possibile reazione dei tifosi che a quel punto, vedrebbero i calciatori come gli artefici del cattivo andamento della stagione; infine, e non ultimo per ordine di importanza, perchè si sta contravvenendo ad una direttiva della propria azienda, che ha il diritto di imporre, in questi casi, la sua volontà, anche se si tratta di un ritiro forzato, che detto fra di noi, è sembrato un po troppo severo, fin da subito. Ecco, in una situazione del genere sarebbe auspicabile la presenza di un dirigente che possa far da tramite alle parti in causa e che, con azioni e diplomazie possa scongiurare lo scoppio di questi bubboni che macchiano il prestigio di una società. I fatti conosciuti, in questa che sembra una vera battaglia, danno ragione al presidente e collocano i giocatori dalla parte del torto ma per giudicare serenamente bisognerebbe conoscere pure gli antefatti; se ci sono, probabile che non si vengano a sapere, e forse è meglio così; non renderli pubblici potrebbe aiutare tutti, a fare un passo indietro; nel caso in cui davanti dovesse esserci un burrone, sarebbe meglio per tutti.

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