Sarri: scacco alla fede?

Tra i nomi che si fanno per la panchina della Juventus c'è quello di Maurizio Sarri. Come la prenderebbero Napoli e i napoletani se lui fosse il prossimo allenatore dei torinesi.

Ogni giorno che passa, per i tifosi del Napoli o magari per una buona parte di essi, risulta essere un numero del countdown che rischia di avvicinare un suo eroe del recente passato alla corte sfarzosa degli avversari di sempre, con la maglia bianconera addosso. Ed ogni giorno, con il nome del prossimo allenatore juventino che non viene fuori, la spiacevole sensazione che mister Sarri possa essere il profilo giusto per rilanciare le ambizioni Champions della vecchia signora si fa sempre più verosimile. Il conto alla rovescia finirà quasi sicuramente dopo mercoledì 29 maggio, giorno fatidico per le fresche chance di fregiarsi finalmente di un titolo, da parte del toscanaccio con la cicca in bocca che avrebbe un marchio europeo per giunta. Solo dopo la finale tra Chelsea ed Arsenal perciò e a detta di Maurizione dopo il colloquio chiarificatore con la propria società, gli eventuali e supposti propositi della famiglia Agnelli possono trasformarsi in fatti. Ancora prima però che la notizia avesse il crisma ufficiale del “si… può… faaaareee” nel ventre della città regina del sud già si comincia a gridare al tradimento e a paragonare questo ipotetico scacco alla fede calcistica di un popolo a tutti quelli avvenuti nel passato, anche recente, tipo quello di Gonzalo Higuain, qualche anno fa. C’è tra i cittadini supporter il sentimento della negazione, dell’incredulità, della rassegnazione ad un andamento che tende a non far stupire più di nulla, quando si parla di calcio e dello show-business che reclama le sue leggi naturali per una materia liquida, sempre in movimento, in perenne trasformazione, ricca di colpi di scena, in campo, sulle panchine e dietro le scrivanie. Questa volta però, e a differenza del passato sembra non ci siano toni apocalittici (le ultime parole famose?) e se dopo il grande amore vissuto per tre lunghi anni dall’uomo di San Giovanni Valdarno alle falde del Vesuvio, il destino vorrà giocare un nuovo bizzarro scherzo ai napoletani, questi se ne faranno una ragione; senza, per forza, augurargli “cento di queste vittorie” lo si potrà “godere” come avversario come è stato fatto con gli altri, magari questa volta senza fischi assordanti, senza ingiurie e cattivi auguri ma con la voglia di batterlo qualunque sia il colore della tuta che indosserà e a maggior ragione se dovesse essere bianconera.

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