FatturaPA: comincia l’era digitale

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A partire dal prossimo 31 marzo, i fornitori della Pubblica Amministrazione dialogheranno con quest’ultima soltanto in formato elettronico, almeno per ciò che concerne la fatturazione. Infatti quest’obbligo si estende ai rapporti commerciali e professionali intrattenuti con tutti gli Enti Pubblici, visto che per i soli Ministeri, Agenzie ed Enti nazionali era già previsto dallo scorso 6 giugno 2014.

La fattura elettronica è contemplata dal cd Decreto Iva, il D.P.R. 633/1972. Il formato da utilizzare si chiama fatturaPA, ed è l’unico riconosciuto Sistema di Interscambio usato dalla Pubblica Amministrazione. Questo Sistema è un procedimento informatico gestito dall’ Agenzia delle Entrate, e permette di ricevere solo le fatture nel formato corretto, ed effettua i controlli sui file acquisiti, che poi provvede ad inoltrare alle Amministrazioni destinatarie.

La fatturaPA, rispetto alle tradizionali fatture cartacee garantisce l’autenticità del fornitore che la emette, visto che è firmata digitalmente, ed in aggiunta prevede l’inserimento del Codice Identificativo Univoco dell’Ente destinatario, annullando così ogni rischio di errore, sempre costoso sul piano temporale.

Come per tutte le grandi rivoluzioni, il passaggio è stato graduale, perché il legislatore ha previsto un periodo di prova cominciando con il coinvolgimento dei soli Enti nazionali, ed inoltre perché il Sistema Camerale ha messo a disposizione delle PMI un servizio gratuito, e soprattutto guidato nel dettaglio, di emissione delle prime fatturePA. Le imprese, grazie a quest’opportunità , almeno per le prime 24 emissioni sono esonerate dall’acquisto di servizi esterni. Bisogna preventivamente essere titolari di una CNS Carta Nazionale dei Servizi, che permette di firmare digitalmente i documenti informatici, e senza scaricare alcun software, ma direttamente in rete gli utenti possono compilare la fatturaPA, firmarla digitalmente, individuare il corretto Ente destinatario, inviarla ed archiviarla secondo la previsione normativa.

Continua dunque il cammino verso un’accurata chiarezza nei rapporti con la PA. Quest’ultima potrà così svolgere una consistente attività di monitoraggio, restituendo agli utenti precisione, e la tanto auspicata efficienza nei tempi di pagamento.

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