Evasione fiscale, probabile inasprimento del carcere

In un'intervista su Radio Anch'io, il viceministro all'Economia Antonio Misiani annuncia l'ipotesi di un inasprimento della pena per il reato di evasione fiscale

Antonio Misiani

Valutazione in corso sull’ipotesi di aumento delle pene per gli evasori fiscali, lo conferma il viceministro all’Economia Antonio Misiani in un’intervista rilasciata a “Radio Anch’io”, su Radio Rai Uno: “C’è una valutazione in corso. Il carcere per gli evasori è già previsto. C’è una proposta in discussione di inasprimento, per le fattispecie più gravi. Vedremo”.

La bozza prevede, finora, una stretta contro le frodi sui carburanti, sugli alcolici, sulle auto con targhe estere, anche usate. Agenti in borghese per smascherare il gioco d’azzardo illegale ed un inasprimento delle pene per i grandi evasori, ma solo la confisca dei beni, in caso di condanna, come per la mafia. Il testo, ancora in fase di elaborazione, potrebbe includere, come ha annunciato il ministro dei Trasporti Paola De Micheli, anche nuovi incentivi per l’acquisto dei seggiolini anti-abbandono. Da questa prima stesura, tali misure porterebbero circa 3,3 miliardi alla legge di Bilancio, poco meno della metà dei 7,2 miliardi previsti dalla lotta all’evasione ma diverse voci ancora compaiono ‘in bianco’, come il meccanismo del cashback per incentivare l’uso della moneta elettronica o la caccia, annunciata dal presidente dell’Inps Pasquale Tridico, alle frodi sui contributi. Una misura che, secondo i calcoli di Tridico, porterebbe fino a 5 miliardi.

“Centreremo l’obiettivo” di recuperare circa 7 miliardi dall’evasione fiscale, ha detto ancora il viceministro. Un obiettivo “giudicato ambizioso, ma sacrosanto in un Paese che detiene il record europeo di evasione fiscale”. Nonostante nel dl fiscale non venga raggiunta tale cifra, Misiani fa notare che “La lotta all’evasione si conduce con più strumenti. C’è una serie di misure nel dl fiscale, altre saranno nel bilancio. Quando si va ad aggredire una massa enorme di risorse sottratte al fisco ci troviamo di fronte a una galassia multiforme e bisogna mettere in campo una strategia composta da più misure. Noi puntiamo molto sulla digitalizzazione, come la web tax“, ha continuato Misiani.

Su quest’ultimo punto, il viceministro si augura che si giunga ad un accordo a livello internazionale: “Le entrate previste ammontano a qualche centinaio di milioni di euro. L’Italia è apripista, con altri Paesi, per lotta all’evasione anche delle grandi multinazionali”.

Manca per ora unanimità nel governo: nel provvedimento il M5S mirerebbe ad abbassare la soglia di punibilità e ad innalzare fino ad otto anni la pena detentiva per gli evasori, mentre il Pd non si pronuncia, spiegando di reputare più efficaci altre misure.

Riguardo ai ticket, “Ci sono esperienze regionali che stiamo valutando con attenzione. Sarà necessario un intervento equo. C’è poi un impegno per l’abolizione dei superticket, che va mantenuto”, ha spiegato. Sui ticket sanitari, si cercherà di non danneggiare il ceto medio, difatti il loro costo verrebbe fissato, stando alla prima bozza del decreto, in base al costo delle prestazioni e del reddito familiare equivalente, cioè del reddito prodotto dal “nucleo familiare fiscale rapportato alla numerosità del nucleo familiare”, ha affermato Misiani. Oltre il tetto massimo annuale di spesa, l’assistito sarà tenuto a contribuire alla spesa sanitaria.

 

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