Eruzione Calbuco: allarme rosso in Cile

Calbuco_Nappo_Salvatore_21secolo
Calbuco

Dopo 42 anni di inattività, ritorna ad eruttare il vulcano Calbuco in Cile. Risale infatti all’agosto del 1972 l’ultima attività del terzo vulcano più pericolo tra i 90 presenti nel Paese. L’eruzione del Calbuco, iniziata tra il 21 e il 22 aprile 2015 ha fatto subito scattare lo stato di emergenza e fatto attivare i vari piani di evacuazione. Nelle ultime ore l’allerta si è estesa anche alla vicina Argentina.

Il Calbuco si trova esattamente tra i comuni di Puerto Mont e Puerto Varas, zona definita dai cileni come ‘regione dei laghi’. Ha un’altitudine di 2 mila metri, e nella lingua dei Mapuches (popolazione abitante le zone comprese tra Cile meridionale e Argentina) il nome Cabuco significa ‘acqua azzurra’. L’eruzione ha portato all’evacuazione di numerose città, messe in pericolo dalle colate di lava, dalle ceneri, dai lapilli e dai detriti. Particolare attenzione per Ensenada (Cile) da cui sono state fatte evacuare quasi 4 mila persone. All’eruzione poi, come era ovvio aspettarsi, si è affiancata una vivace attività sismologica: “abbiamo rilevato circa 140 eventi sismologici in un periodo di tempo di due ore” ha dichiarato Rodrigo Segue, uno dei massimi esperti che segue l’evento.

L’eruzione del vulcano ha portato alla formazione di un mostruoso pennacchio alto circa 18 km che trasporta con sé ceneri e frammenti di roccia. Il pennacchio poi si è velocemente spostato con l’aiuto dei venti, oltre la cordigliera delle Ande (imponente catena montuosa dell’America meridionale) fino ad arrivare in territorio argentino. Le autorità hanno così deciso di allertare anche le città di Bariloche (nota località turistica) e Villa La Angostura distanti poco più di 110 km dal Calbuco con la chiusura di scuole e sospensione dei voli: queste le prime misure, in attesa di aggiornamenti. Il pennacchio infatti, visibile da molte zone dell’Argentina potrebbe improvvisamente iniziare a crollare “sprigionando così materiali piroclastici” avverte il ministro Rodrigo Penailillo.

Print Friendly

LASCIA UN COMMENTO